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Orde di diavoli affacciati al ponte, a guardare una folla di gente che prova a rimanere viva

Settimana 3 – con The Devils, Ponte Del Diavolo, Kula Shaker, Necrophobic, Tommaso Varisco, Emil Bulls, Christine & the Queens, Packs, Massimo Silverio, Sevdaliza & Grimes.

Orde di diavoli affacciati al ponte, a guardare una folla di gente che prova a rimanere viva
Wanna go for a ride?

Una volta il diavolo faceva le pentole ma non i coperchi, eppure, a guardare la toponomastica italiana, pare che abbia passato buona parte del tuo tempo anche a fare i ponti. Sono infatti decine, sparsi lungo tutto lo Stivale, i cosiddetti "ponti del diavolo". Quello che ci interessa qua sta in Piemonte e ci dimostra che il black-doom in italiano non è un'eresia: anzi, potrebbe essere il futuro. Non un grammo meno indiavolati del solito (però con uno sguardo musicalmente rivolto più a un passato ridotto ai minimi termini di solo chitarra+batteria), i napoletani Switchblade Erika e Gianni Blacula che, pur avendo smesso i panni di suora e prete maledetti, rimangono zozzi e sinceri come il buon vecchio rock'n'roll che sanno offrirci. Per rimanere entro i confini del Belpaese poi, più complesse ma non per questo meno efficaci e suggestive le sperimentazioni di Tommaso Varisco e Massimo Silverio: il primo mischia un folk da laguna veneta alla neve della Lapponia, il secondo brucia tradizioni dolomitiche in un falò di chitarre grattugiate e percussioni tribali.

Non certo ben visti dalla Santa Sede, inoltre, il baccanale mefitico dei Necrophobic, l'esagerata necessità di darsi al dionisiaco per sentirsi vivi di Christine & the Queens (che per non sbagliarsi al riguardo porta i Bee Gees al Carnevale di Venezia), o il consegnarsi benevolenti a un futuro in cui saremo poco più che macchine dagli addominali ben scolpiti che prevedono Sevdaliza e Grimes.

Il resto si snoda tra l'emo-core stranamente ottimista degli Emil Bulls, l'indie country ondeggiante di Packs e l'ennesimo, irresistibile trip a base di rock anni '70 e caleidoscopiche danzatrici del ventre a firma Kula Shaker.

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