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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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La stella polare di Kanye West, Brian Eno alle prese con l'intelligenza artificiale, i Metz che contano (quasi) fino a cento

Settimana 10 – con Brian Eno, Metz, Psychedelic Porn Crumpets, Yobs, The Public Radar, The Fauns, Dog Race, Nino Gvilia, Avalanche Kaito, Kanye West & North West.

Cosa vuoi per il tuo decimo compleanno? Va bene uno studio di registrazione?

(Fin troppo) piccole rapper crescono, tale padre tale figlia, ma anche: sfruttamento minorile. Della sortita del buon Kanye West che fa un featuring con la figlia North sul suo ultimo singolo se ne è parlato anche troppo, e spesso a sproposito. Rimane il fatto che la ragazzina rappa di gusto al punto da rubare la scena a papà, e per una volta la cosa non ci dispiace affatto. Se poi vogliamo rimanere in tema di gente sempre sul pezzo, ecco a voi il nuovo lavoro di Sua Sperimentalità Brian Eno, che accompagnerà un autodocumentario realizzato grazie all’AI generativa, in modo che risulti diverso ogni volta che lo si guarderà.

Non hanno bisogno di aiuti algoritmici invece i Metz, per contare tutti e novantanove i modi che conoscono per fare rumore, e farlo bene. Un po’ come gli Yobs, che ambirebbero a presentarsi come una versione degli Stooges aggiornata ai (ed edulcorata per i) tempi odierni. O come gli Psychedelic Porn Crumpets che – una volta superato lo scoglio più grande (scegliersi un nome figo) – si lanciano in un pastiche che mischia Muse, Placebo, King Gizzard e Tame Impala: messa così non promette niente di buono e invece, ascoltare per credere.

Un po’ rétro – ma inteso in tutto e per tutto come complimento (d’altronde nessuno è uscito vivo né dagli anni Ottanta né dai Novanta, si sa) – i Public Radar, con il loro cuore elettronico che avrebbe fatto felice Alberto Camerini, i Fauns, di ritorno dopo undici anni a suon di wave-gaze post-punk, e i Dog Race, synth-goth all’apparenza, ma sufficientemente weird da suscitare un certo fascino, in fondo.

Quasi inclassificabili, infine, Nino Gvilia, progetto di cantautorato meta-immaginario di Giulia Deval, e gli Avalanche Kaito, dataismo puro che collega Belgio e Burkina Faso.

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