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Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

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... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Bruce Dickinson e Ace Frehley solisti, Mobrici arringa le folle insieme a Frankie Hi-NRG e Willie Peyote

Settimana 45 – con Bruce Dickinson, Slower, Impending Doom, Verset Zero, Nemophila, Hinayana, Troll, Ace Frehley, Mobrici, O.

Si vola!

Il buon vecchio aviatore riprende la cloche della sua carriera in solitario, lasciando temporaneamente i compagni della Vergine di Ferro chiusi in stiva, e il risultato non delude. Lo stesso fa il chitarrista dello spazio, che lancia una saetta a 10.000 volt senza temere confronti con gli altri membri del Bacio.

L’altra faccia della medaglia dei progetti solisti sono invece le collaborazioni. Registriamo su quel fronte scosse sparse per tutto il globo terracqueo, con collegamenti anche transoceanici. Dal Giappone arrivano le Nemophila (per l’occasione in combutta con i carneadi N∀OKI & NOBUYA), cinque squinziette ancora in fissa con i Limp Bizkit di Fred Durst, le coltri putride del death-doom texano a firma Hinayana si raffrescano grazie ai venti gelidi portati dal finlandese Tuomas Saukkonen, mentre qua da noi l’ex Canova Matteo Mobrici la butta per una volta in politica con l’aiuto di due facinorosi come Frankie Hi-NRG MC e Willie Peyote.

Ma continuiamo con il lato oscuro: gli Slower rallentano gli Slayer fino a farvi uscire di testa. Gli Impending Doom pregano l’Altissimo con salmi deathcore. Verset Zero sembra voler manipolare forze della natura e iconografie sacre in un ambient nero da brividi. I Troll vengono fuori dalla foresta come la foresta li ha fatti: sporchi, umidi, pieni di radici muschiose che spuntano da un cuore affamato – e non è chiaro se ci sono, ci fanno o ci stanno, appunto, semplicemente trollando.

Ma c’è una luce, in fondo al tunnel di tutto questo marciume: è fatta solo di sax, batteria, sperimentazione libera e si nasconde dietro una semplice lettera – O.

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