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Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

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... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Libertini redivivi, Ghigo senza Litfiba, Johnny Mox in italiano, la biosintesi di una Molecola

Settimana 40 – con Libertines, Johnny Mox, Molecola, No.Vox, Crime & the City Solution, Templezione, Sadeyes & Dempsey Hope, C'mon Tigre, Laibach, François Bonnet & Stephen O’ Malley.

Non eravamo d’accordo di metterci il cappello invece degli occhiali da sole?

Non saranno più i cattivi ragazzi di un tempo, ma Pete Doherty e soci dimostrano ancora di non saper rinunciare al loro lato bohémien e a quel bel vizio di scrivere canzoni piacevoli. Vizio che ritrova anche Ghigo Renzulli, creandosi una sua nicchia strumentale con il proprio progetto – personale e autoesplicativo fin dal nome – No.Vox. Vizio che non hanno mai perso i Laibach, a cui basta andare a rovistare nei cassetti di Donna Mårtensson per trovare conferme al riguardo. Lo stesso potremmo dire del nostro Johnny Mox, causticamente realista sia che canti in inglese o (novità questa) nella sua lingua natìa, o di Simon Bonney, che continua a prendersela comoda, ma ogni morte di papa, con i suoi Crime & the City Solution, ci delizia con dischi e canzoni difficili da scrollarsi di dosso.

Il resto è tutto un tripudio di featuring e collaborazioni più o meno (im)probabili. Rimanendo in Italia, l’electropop di Marco Testa (a.k.a. Molecola) aggiorna la propria tavolozza colorata con l’aiuto di Romi, i C’mon Tigre estendono il loro concetto di “collettivo” fino in Sudamerica contaminando i loro ritmi con la voce della cantautrice brasiliana Xênia França, e i Templezone di Giorgio Ricci coverizzano a modo loro Jean-Pierre Taïeb mettendo in luce l’ugola di Âme Maudite. Altrove, i due quasi carneadi Sadeyes e Dempsey Hope mischiano nella giusta misura teen pop e oppiacei, mentre François Bonnet e Stephen O’Malley disegnano il soundscape perfetto per un arcobaleno che illumina una vallata da sogno.

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