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Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Thurston Moore omaggia Isadora Duncan, i Godflesh si vestono di nero, Meshell Ndegeocello torna vergine

Settimana 17 – con SOAB, Lucio Corsi, Godflesh, Thurston Moore, This Eternal Decay, Winger, The Frozen Autumn, Meshell Ndegeocello, Daniel Blumberg, Sangre de Muérdago.

Ma che me frega a me!

Spaziare tra avanguardie sonore come se non ci fosse un domani è un’ottima strategia per proteggersi da qualunque attacco in termini di sopravvalutata “coerenza stilistica”. Thurston Moore ne ha fatto una ragione di vita e oggi ha deciso che è tempo di ballate elettriche. Prendiamo e portiamo a casa, dicendo grazie.

Forse meno ad ampio raggio, ma praticamente lo stesso discorso (se non altro in termini di qualità costante) vale per Justin Broadrick, che torna a far coppia con il fido G.C. Green per un nuovo episodio a marchio Godflesh.

Se invece siete in vena di sperimentazioni che abbiano maggiormente a cuore i vostri timpani, a questo giro possiamo offrire il folk galiziano dei Sangre de Muérdago, l’R’n’B tra l’astronomico e l’astrologico di Meshell Ndegeocello, o le irresistibili crepe della voce (interiore e non) di Daniel Blumberg.

Come al solito, poi, copioso il contributo nostrano alla causa: Lucio Corsi si conferma il perfetto incrocio tra David Bowie e Ivan Graziani, i SOAB ci dicono addio con uno dei pezzi migliori della loro carriera, i Frozen Autumn continuano nella loro missione di rendere il synth pop elegantemente dark e i This Eternal Decay in quella di sfumare la darkwave con un’elettronica ruffiana quanto basta.

Ah, infine, per la cronaca, Kip Winger è vivo e lotta ancora insieme a noi. Alla faccia di Lars Ulrich.

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