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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Yves Tumor continua a mutare forma, i Protomartyr elaborano un lutto, Emidio Clementi dà voce a Sam Shepard

Settimana 12 – con Yves Tumor, Chelsea Grin, Protomartyr, Trrmà, Full of Hell & Primitive Man, Screaming Females, Esben and the Witch, Story of the Year, Portugal. The Man, Emidio Clementi e Corrado Nuccini.

Grace Jones… ah no

Se c’è una variabile comune nelle scelte del personaggio Yves Tumor sin qua è la sua illeggibilità, quindi anche questa volta toglietevi dalla testa l’idea di poter prevedere la sua prossima mossa. Sibillino e scostante, come sempre.

Leggibilissimo invece, per definizione, Motel Chronicles di Sam Shepard. Musicabile, anche? Assolutamente sì, secondo Emidio Clementi e Corrado Nuccini, che – messi in pausa per un attimo i rispettivi Massimo Volume e Giardini di Mirò – portano la grande letteratura made in USA dentro un’atmosfera da reading nostrano, crudo e raffinato allo stesso tempo.

Rimanendo nel Belpaese (almeno come punto di partenza, visto che in un attimo siamo già dall’altra parte del mondo), non hanno bisogno di parole i Trrmà che dal Sud dello Stivale finiscono a scomporre beat, colori e videogame del Sol Levante.

Altrove, il metal guarda al suo lato oscuro: i Full of Hell e i Primitive Man sanciscono un patto di sangue tra hardcore e doom che non può certo finire a tarallucci e vino, i Chelsea Grin seminano vento e raccolgono tempesta, gli Story of the Year ci affogano di nostalgia canaglia, mentre gli Screaming Females provano a vedere che effetto fa immergere il pop punk nell’oltretomba.

Il resto non è che brilli per maggiore allegria, visto che Joe Casey chiede ai Protomartyr di piangere sua madre, e la voce di Rachel Anna Davies degli Esben and the Witch – per quanto splendida ed emozionante – non è certo la colonna sonora preferita dei party harder. Fortuna che ci sono i Portugal. The Man, che a questo giro tirano fuori un ritornello così accattivante da compensare quasi tutto il resto. Ammesso che non vi mettiate a leggere il testo, ovviamente.

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