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Tormentonia 2019: il peggio del peggio dell'estate italiana

L'arte suprema del tormentone estivo

Paolo Madeddu
Paolo Madeddu

Un'analisi ragionata dell'industria musicale che produce successi a raffica nel Belpaese, plasmando un immaginario colorato y sudato a metà strada fra le spiagge più sexy di Portorico e una coda in autostrada a luglio. Con tutti i brani più (reggae)tonici dell'estate, in lizza per un posto al sole nella classifica dei tormentoni che più tormentoni non si può. Buon ascolto, o quel che ci assomiglia.


Perché, perché ci siamo ridotti così

Dieci anni fa chi vi scrive insisteva che i tormentoni estivi non esistevano più, se non nella smania ebete del giornalismo italiano. E adduceva dati e classifiche che dimostravano come il fenomeno si stesse estinguendo. Beh. Quando uno sa il fatto suo. Tuttavia, a parziale discolpa, senza stare a elencare tutti i "n.1" di Ferragosto, prendiamo solo quelli degli anniversari – così ci versiamo anche un techetechetè di nostalgia:
15 anni fa: Fuck It di Eamon.
10 anni fa: When Love Takes Over di David Guetta feat. Kelly Rowland.
5 anni fa: Prayer in C (Lilly Wood & The Prick feat. Robin Schulz).

Ma già nella prima metà di questo decennio la voglia di stupidera si stava riprendendo sporadicamente (Danza Kuduro, Che Chere Re Che Che), finché non ha cominciato a fare la voce grossa, a colpi di brani caratterizzati da rassicurante somiglianza e caliente banalità.

Tanto da portarci a un sempre crescente numero di RE MIDA DELL'ESTATE (tutti 'sti re sono così tanti, che più che un regno sembra un consiglio comunale), ma soprattutto a un nugolo di artisti anche di primissimo piano che d'estate cercano smaccatamente la hit da bagnasciuga: Álvaro Soler, Fedez & J-Ax, Baby K, Takagi & Ketra, Gabbani, Thegiornalisti, Laura Pausini, Rovazzi, Fabri Fibra, Tiziano Ferro, Giusy Ferreri, Eros Ramazzotti – persino Salmo, anche se con l'astuzia dell'approccio caustico.

Gli anni '10 hanno trasformato l'industria della hit estiva in una delle più lucrose ed efficienti dello spettacolo italiano, premiando quei vulcani di idee che gestiscono la musica di Tormentonia (in misura persino maggiore che negli anni '60 delle abbronzatissime e delle rotonde sul mare). Non stupisce vedere per le strade manifesti che reclamizzano una singola canzone, quindi.

Tipa permetti una parola? Sai che c'hai una camminata che c'ho il cuore in gola?

Italia, provincia di Portorico

Negli altri paesi le canzoni estive ci sono, e ci mancherebbe. Ma solo da noi in Tormentonia le canzoni balneari sono quasi un business autonomo, spesso sponsorizzato: il "product placement" nel video di Riccione dei Thegiornalisti rivaleggia con quello di interi film di Neri Parenti.

E per alcuni artisti – quasi inutile fare il nome di Baby K, praticamente ignorata quando nell'autunno 2017 ha pubblicato un album – sono l'unica ragion d'essere. Occupano metà della "top 10" dei singoli più ascoltati in tutto l'anno e vincono pure sul fenomeno trap, grazie anche allo strapotere di YouTube e, apparentemente, a un edonismo latineggiante come chiave di lettura dell'esistenza.

A sbancare l'intera annata 2018 è Amore e Capoeira di Takagi&Ketra, cantata da Giusy Ferreri e Sean Kingston. Ma i brani deliberatamente estivi nel gotha annuale sono addirittura cinque (gli altri quattro sono Nera di Irama, Italiana di Fedez & J-Ax, Da Zero a Cento di Baby K e La Cintura di Alvaro Soler) – e questo escludendo X di Nicky Jam e J. Balvin, per i quali el sabor latino non conosce stagione. A mo' di flashback sulla stagione passata, vi sottoponiamo il video della micidiale suoneria elevata a castigo globale da parte della grande joint venture internazionale:

Apprezzate come, per non scontentare la fanbase portoricana dell'uno o quella colombiana dell'altro, abbiano rinunciato alla cartolina del mare... per abbondare con altri elementi decisivi

In particolare, segnaliamo: un campionario di 1. occhiali scuri orrendi; 2. occhiali scuri inguardabili; 3. occhiali scuri allucinanti; 4. un dispiego di mossette e passetti di ballo indispensabili per perseguire lo scopo di essere il tamarro più figo del barrio.

I succitati elementi consentono a YouTube di triplicare gli ascolti rispetto alle piattaforme di streaming prive di video (oltre al fatto che usare queste ultime è uno sbattimento: pensate che a volte ci vogliono due clic invece che uno).

C'è anche da tener conto che per i singoli dell'estate, prima dell'avvento dello streaming, non c'era fisicamente mercato a causa dei negozi di dischi chiusi: l'orizzonte si limitava alle raccolte del Festivalbar negli autogrill. Ora coi telefonini a pieno regime sulle spiagge, TIMMUSIC, Spotify, Apple Music e YouTube possono portare il triplo della musica a milioni di italiani provvisti di tempo libero e buon gusto.

Ma non crediate che sia così facile, competere a colpi di suoni stolidamente esotici, liriche da villaggio vacanze e video non distinguibili da uno spot per una compagnia telefonica. Peraltro, Baby K fa 150 milioni di visualizzazioni con il video di Da Zero a Cento (42 milioni su Spotify), ma anche i 30 secondi di spot da lei interpretato – per una telefonica, appunto – raccattano 200.000 spettatori.

Baby KKK took my baby away

... e all'improvviso, eccola qua

Ma fin qui, sarebbe tutto normale. Il fatto è che, come Adriano Celentano e Paolo Conte, l'italiano cercava l'estate tutto l'anno.

Ebbene: l'ha avuta.

Si è battuto con tutte le sue forze, ha creduto in questo sogno di giustizia, e le stagioni non esistono più. Diamo un'occhiata per esempio a questo inverno: nel gennaio 2019 È Sempre Bello di Coez è andata al n.1 in classifica – «Oggi voglio andare al mare anche se non è bello»; nel video, il cantautore nocerino-romano è in spiaggia con orrendi occhiali scuri – e in classifica, alle sue spalle, incalzava il villaggio vacanze di Pedro Capò feat. Farruko. Nel video di Calma, con il mare di Portorico e gente che balla, quad sulla sabbia, giovani donne sensuali, tatuaggi anche nella cornea e le parole magiche "vamos a la playa", c'è tutto quello che serve a entrare nel cuore dell'italiano (e aprirci un chiringuito).

... e sangue freddo

A febbraio, complice il Festival di Sanremo, la n.1 era Soldi di Mahmood. Sempre dalla Riviera Ligure arrivava un titolo altrettanto monetizzante: Per un Milione dei Boomdabash, undicesimi al Festival ma terzi nella classifica dei singoli con un brano di atmosfera latina la cui promessa è «Ti aspetto come i lidi aspettano l’estate» e «Aspetterò che torni come aspetto il sole».

Il mese successivo, però, il primato appartiene a Con Calma del Rey Mida del reggaeton, Daddy Yankee (feat. Snow), che da quel momento hanno permesso a Portorico di occupare due terzi del podio italiano dei singoli per due mesi. L'Italia è pazzafuriosa per il reggaeton, ed è l'unico paese europeo in cui Calma sia andata al n.1 (mentre Con Calma, in effetti, ha conosciuto gloria anche in Spagna e Olanda).

La dittatura termina a fine aprile, quando un summit di star del rap italiano – Charlie Charles, Dardust, Fabri Fibra, Mahmood, Sfera Ebbasta – conquista la vetta col regghetòne Calipso.

United colors of reggaeton

Ed è proprio da "lui" (esso) che iniziamo la carrellata per stabilire qual è la hit che più malediremo in questa estate tutta da vivere nella fortunata Repubblica di Tormentonia.

Ne resterà soltanto uno!

Candidata n.1: Charlie Charles con Dardust feat. Sfera Ebbasta, Mahmood, Fabri Fibra - CALIPSO

Cinque RE MIDA del rap – tutti pieni di talento e genio e zeitgeist e tutti mantecati di adorazione postmetatestuale da parte di giovani giornalisti pensosi – hanno unito le forze, per ottenere... questo:

Montagne & topolini

Sì, cinque geni per un pezzo che grida "RTL102.5!!!" a ogni nota, e "Very Normal People!!!" a ogni beat. D'accordo: sono andati al n.1 ed è vero che, nel gioco dell'hip hop, se vai ai n.1 hai ragione e, se non ci vai, sei un cretino; però se vai al n.1 con un pezzo cretino... non venire qui, quando vuoi essere preso sul serio. Non a caso Fabri Fibra, in un momento di consapevolezza, manda un segnale a chi lo segue: «Mi nascondo dentro a una canzone, così nessuno mi trova qui». Ed è nascosto veramente bene.

Candidata n.2: J-Ax - OSTIA LIDO

Ansioso di dimostrare che era lui a tenere su il duo con Fedez, J-Ax non si nega alcun luogo comune. Meno divertente del solito e più pop-hoolista del suo ex partner, fa produrre il suo originale reggaeton dai due RE MIDA Takagi & Ketra, aprendo con la fresca ironia di un Massimo Boldi: «Tutti che parlano di fare la vacanza colta, ma poi alla fine vanno dove c’è gnocca».

Coscienza di classe, anno MMXIX

Sul quad con la maglia di Vladimir Putin, rivendicando che «non saremo vip, ma va bene così», J-Ax sceglie un mare ITALIANO e castiga ridendo la tipa che è «eccitata per il seitan e da Calcutta o Baudelaire», ma ha un brivido «a fissare il mio panino allo speck – oh yeah», e il tipo che «si porta i libri di Kafka, ma poi studia solo ogni culo che passa». E via col ritornellone da vero artista urbano che non si accontenta di banalità e non getterebbe mai 25 anni di dignità per un n.1 estivo:

«Brucia il sole in ufficio: che voglia che hai di scappare!
Uscire dall’acqua coperti di sale
Mare blu profondo, sulla pelle il vento
Intorno solo gente che balla, che balla, che balla
Intorno solo gente che balla, che balla, che balla»

Bòn: gli manca solo il selfie col Capitano. In una settimana, tre milioni di visualizzazioni. Ma come dicevamo, se vai al n.1 hai ragione eccetera, eccetera. Scusate lo sbadiglio.

Candidata n.3: Takagi & Ketra, OMI, Giusy Ferreri - JAMBO

L'esotismo di Takagi & Ketra andrebbe studiato: è una Instagram Story per chi le vacanze le passerà a Cogoleto o Jesolo o Senigallia, ma anche – più sottilmente – l'Aiutiamoli a Casa Loro del pop. Sta di fatto che, dopo la cartolina dal Brasile (Amore e Capoeira, singolo più ascoltato nella nazione in tutto il 2018), arriva quella da un'Africa africanissima, e tutto il Terzo Mondo è paese, tra il tormentone del 2018 («Cachaça e luna piena!») e quello del 2019 («Tra il cielo e la savana!»).

Ovviamente sulla valenza politica di questa canzone, che apprezziamo soprattutto perché ci salva dall'ennesimo reggaeton, non perderemmo troppo tempo – anche perché mentre stavate leggendo è già finita e il video è già ai ringraziamenti: «Grazie Tanzania per l'ospitalità, grazie Rwanda per averci prestato i tuoi talenti, grazie Giamaica per i tuoi suoni e colori, grazie Abbiategrasso per la donna bianca che ogni estate mette in scena le sue fantasie da sciura italiana che di giorno insulta i négher ma di notte, mmmh...» (okay: da "colori" in poi ci siamo presi qualche libertà).

Tutto è fulmineo perché uno dei nuovi diktat dei PRODUCERS mondiali è che accorciare i tempi permette due clic in cinque minuti. Glisseremo sul fatto che venire a noia dopo soli due minuti e mezzo è più difficile – anche se naturalmente, con la giusta determinazione, si può fare.

Una grandissima cachaça

Candidato n.4: Thegiornalisti - MARADONA Y PELÉ

La tipa con la maglietta con scritto "DREAMER", Tommaso Paradiso figo che fuma, la tipa che balla piena di vita, il bar della catena #ipeggioribardiCaracas, Tommaso Paradiso figo che beve, il ritornello «Maradona è megl'e Pelé» (lo dice davvero), Tommaso Paradiso figo che «sogna a bestia una pioggia tropicale» (lo dice davvero: a bestia), la tipa che balla sul tavolo, Tommaso Paradiso figo che mormora «Baby siamo in aria, siamo pronti a colpire come due spari del west», il fresco e originale ritmo reggaeton, la tipa che pensa dai, è fatta, Tommaso Paradiso RE MIDA del tormentone indie sarà mio, la gente che commenta su YouTube «Stai a scopà pure quest'estate, grande Tommy» (1039 like, and counting) – e, invece, colpo di scena e maschia ritrosia battistiana con featuring equino, anch'esso battistiano: Tommaso Paradiso figo esce, va in spiaggia, monta su un cavallo ITALIANO e se ne va davanti al mare ITALIANO, perché il video è girato a San Vito di Chieti.

E tutti sappiamo che c'è solo una cosa che andrebbe detta, a questo punto.

Ed è: "DRACARYS".

Perdona loro perché non sanno quello che fanno

Candidato n.5: Baby K: PLAYA

È il Joshua Tree di Claudia Nahum. Il momento di confronto con la purezza delle sue motivazioni, il viaggio ascetico alle radici del tormentone: dove non ci sono featuring e i tamarri non hanno nome; dove non c'è un RE MIDA dell'estate a produrre (ma lei può vivere con lui o senza di lui); dove non c'è uno spot pubblicitario che rilanci la canzone, o forse non ha ancora trovato quello che sta cercando.

Via ogni orpello: semplicità assoluta. Una sola location (Cuba – un tipo su un balcone agita una bandiera cubana affinché nessuno sospetti che sia Gabicce Mare), product placement molto discreto (celebri gioielli inquadrati come di sfuggita) o forse troppo discreto (costumi da bagno di design ma non si sa di chi) e solo tre auto davanti alle quali ballare in canotta come si usa fare d'estate anche sotto casa vostra, quando una macchina si ferma in mezzo a un incrocio e quaranta giovani pieni di contagiosa voglia di vivere la circondano e si mettono a ballare con torrida sensualità (di norma, dopo aver pitturato di botte il cornuto che bloccava il traffico).

Havana affair

Ma soprattutto, spartani il testo e il ritornello. «La musica, la playa, l'estate, la notte, la festa. La playa, l'estate, la notte. La musica, la playa, l'estate, la notte, la festa. La playa, l'estate, la notte, la festa». Niente aggettivi né verbi; solo gli elementi primari – rigorosamente di genere femminile, si badi – sui quali costruire una hit estiva. Che poi faccia uno schifo spaventoso è un altro paio di maniche: il rigore ideologico, sconosciuto ai suoi competitor, non si discute.

Candidata n.6: Gigi D'Alessio feat. Gué Pequeno - QUANTO AMORE SI DA'

Due che non hanno nulla da perdere. Giggetto ha il suo bacino d'utenza e tenta di vincere le (nemmeno molte) resistenze dei network radiofonici nordisti; Gué, viceversa, sta palesemente ostentando che non ha paura di nulla, trollando chi ancora lo infastidisce sul piano della cosiddetta credibilità.

Napoli spara, Milano risponde

Il pezzo non ha alcuna qualità – se non un fresco e originale ritmo latino – e questa è la sua forza, perché va ricordato che il tormentone deve risuonare decine di volte al giorno, sbucare da ogni fottuta parete, ma NON imporsi con la forza: strisciare come l'anaconda, sommergere come l'onda, con la rima che ti affonda. Giggi giostra con eclettismo dall'italiano al napoletano allo spagnolo, tu boca y mi boca, tu cuerpo y mi cuerpo, ma svisa verso un teneronismo adolescente («Prendo per noi una bibita ghiacciata, un gelato e una granita; due cannucce in un bicchiere, naso-naso e poi prendo la chitarra e suono») e non si fa mancare l'inevitabile accenno ai selfie.

(... mai, MAI esimersi dal citare la telefonia e le sue applicazioni: convalidano l'esistenza di ogni attimo della vita, ogni esperienza e, quindi, anche ogni canzone).

Il video è ineccepibile, con un sensualismo indefesso che culmina in una prestigioso momento di "wet t-shirt" grazie a tre tipe in canotta che gestiscono un lavaggio auto, probabilmente in franchising; un tipo di business ingiustamente assente dal territorio e che Gué Pequeno dovrebbe prendere in considerazione, prima o poi.

Candidata n.7: Elisa feat. Carl Brave - VIVERE TUTTE LE VITE

Occhio a questi due outsider che si presentano con un originale, fresco ritmo reggaeton. Nel video ci sono i loro avatar animati – non belli come quelli di Fotografia (sempre del RE MIDA Carl Brave, ma feat. Francesca Michielin e FabriFibra), però utili a far sembrare Elisa una fresca, originale diciassettenne che va sullo scooterone col rappuso.

Nemmeno la Vespa Special ti toglie i problemi, stavolta

L'idea vincente è che i due pupazzi siano in sella insieme, ma nel pezzo ognuno dei due vada per conto proprio: lei intona sofferente fuffa come spesso le capita («Stesi alla luce del giornooo con gli occhi annegati nel mondooo, senza più malinconiaaa che mi porti viaaa»); lui inserisce dei freschi, originali ammicchi di quotidianità: «Lei dice è fuoricorso, beve a goccio un po’ di Moscow Mule. Ti metterei 200.000 like a quella foto in Corso Trieste, piccola peste, c’hai 18 anni, CBCR. Fisso una crema. Il tuo dialetto è di Cremona. Si abbina bene bene a quello mio di Roma».

(sì: ha detto "CBCR". Ah, che bellezza)

Candidata n.8: Boomdabash feat. Alessandra Amoroso - MAMBO SALENTINO

Il Salento è inflazionato da un turismo radical-chic in fissa con taranta e masserie. Sicché, d'intesa con la pro loco, i RE MIDA pugliesi cercano di renderlo appetibile al POPOLO buttandola in caciara per i canonici 2 minuti e 35 secondi con un ripetitivo riff strombazzino, un video con le orecchiette, fiumi di birra Peroni (da sempre associata al rutto libero) e ricorso al dialetto indigeno – punto debole dell'apologia del litorale ostiense del milanese J-Ax. «Penso solo a star bene, te sei peggio di me / Sinti fore de capu, comu l’estate in Salento». Nei ritornelli la voce nazionalpop di Sandrina Amoroso rischia di conferire una certa dignità al tutto. Per scongiurare il rischio, viene obbligata a ballare il raschio.

Hey mambo, don't want to tarantella / Hey mambo, no more a mozzarella

Candidata n.9: Lo Stato Sociale feat. Arisa feat. Myss Keta - DJ di M#@#@

La torta estiva è immensa, è infinita, è una torta metafisica. E c'è una fetta di scanzonata allegria per tutti noi: non solo i burini, ma anche gli universitari, rappresentati dal sempiterno collettivo studentesco laureatosi all'università di Sanremo con una canzone sulle vacanze. La nuova proposta è un fresco e originale ritmo in levare, la cui birichina volgarità è già stata sdoganata dalla recente "estate dimmerda" di Salmo, ma anche dal "che vita di m#@#@" di Levante (Faccia di M#@#@ di Rosita Celentano non è pertinente, però citarla mette sempre di buon umore). Il video è onestamente fatto bene, con una versione aggiornata de La Figa Indie (cfr. Enrica Tesio: "la ragazza sexy pazzerella che fa cose sexy pazzerelle nei video indie") che se ne va in skate nuda a Fuerteventura ma poi inizia a vestirsi – metafora dell'indie che avendo firmato con la Universal ha smesso di andare in giro nudo e farsi pagare in visibilità. Magistrale l'uso dei featuring: da un lato, la reputazione IRRIVERENTE della tipa col fazzoletto in bocca; dall'altro, la voce e personalità di Arisa che solleva il brano come fosse un materassino sgonfio – e dopo tutto, lo è.

Bonjour finesse!

Candidata n.10: iPantellas & Giuli feat. Dj Matrix & Matt Joe - ITALIANI IN VACANZA

Giovani culi, giovani tette, giovani lobotomie nel brano dei due profeti dello youtubismo, supportati nel video da influencer e idoli di teenager ebeti che un giorno erediteranno il Paese da altrettanto ebeti genitori. La fresca e originale vanzinata delle due star di Varese – area cui dobbiamo molti dei ministri di questo Governo – perfeziona una pratica cruciale della hit estiva: il bispensiero orwelliano, descritto in 1984 come la capacità di sostenere un concetto e il suo opposto. «Ci odia tutta la Spagna, la Germania e la Francia, portiamo nel mondo la nostra ignoranza / Svuotiamo il frigo bar ma non lasciamo la mancia e distruggiamo tutta la stanza, siamo italiani in vacanza / Non esistono ragazze belle come noi italiane / Siamo nati per viaggiare, ma pensiamo al nostro mare». Nel fare la satira IRRIVERENTE di alcuni raccapriccianti difetti del nostro POPOLO, se ne sottolinea la contagiosa, irresistibile voglia di vivere, e tutti in Jeep (auto prodotta con denaro ITALIANO) e chi non salta è uno snob o un francese – bastardi ridateci la Gioconda. A proposito: la gioconda Giuli Brazzi è la fidanzata di DJ Matrix. Non sappiamo altro.

... tra i francesi che s'incazzano e i giornali che svolazzano...

Candidata n.11: Luca Carboni feat. Giorgio Poi - PRIMA DI PARTIRE

Lo struggimento di Mare Mare del 1992, di quella moto usata ma tenuta bene, di quella tromba capitata su una base elettronica come chi capita nel posto sbagliato ma si dà un contegno, di quelle "ragattze" che "sghignattzano", è replicabile? Lo struggimento dell'estate scorsa è stato vedere Carboni e il suo album Sputnik affogare nell'indifferenza anche per l'incauta scelta del singolo balneare, Una Grande Festa («Il mondo aspetta una grande festa, una bomba nucleare / E noi che ce ne andiamo al mare, ce ne andiamo al mare»). Ma poiché bisogna tornare a naufragare (cit.), ecco che da quell'album uscito più di un anno fa viene ripescata questa canzone, mettendo in evidenza il coautore Giorgio Poi e affidando il remix allo scintillante RE MIDA Dardust. «Prima di partire, prima di partire, ti prego portami sul mare / Prima di partire hai detto portami a ballare vicino al mare». Il limite di questa hit dell'estate è che non è abbastanza spensierata e quindi ITALIANA: non crediamo sia il caso di turbare il POPOLO a questo modo, senza nemmeno un ritmo portoricano e parole spagnole a caso che lo facciano sentire a casa.

Era partito da Bologna con le luci della sera

Candidata n.12: Benji & Fede - DOVE E QUANDO

I due RE MIDA del pop giovanile stavolta ci portano a Malta, tra golose patatine di marca e giovani patatine (altrettanto golose, diranno i maligni) che li aspettano a un summer party in un resort. Il duo si dice disposto a tenere il «cellulare spento / per ballare senza reggaeton»; e se la seconda circostanza è incontestabile (il ritmo è una fresca e originale bachata), la prima lo è un po' meno – giacché whatsapp, instagram, selfie e googlemaps sono parte integrante della vicenda, così come lo sono di ogni estate tutta da vivere. Nel solo mese di giugno il video – curato da Borotalco.tv come anche Jambo, Calipso, Mambo salentino, Playa e tanti altri. Infatti sono tutti così diversi! – sta già correndo verso i 10 milioni di visualizzazioni, ma il finale lascia perplessi: mostra dei giovani che ballano senza cellulare in mano, e sono scene che non si vedono dagli anni '90. Basta con questi revival.

Son portiere e attaccante, Benji e Fede, due speranze

Candidata n.13 Loredana Berté - TEQUILA E SAN MIGUEL

Resuscitata clamorosamente da uno dei suoi tanti abissi, la sfatta dai capelli turchini si gioca con nonchalance un magistrale ritorno al passato con l'aiuto dei RE MIDA Takagi & Ketra, che la rivestono di reggae come 40 anni fa – nonché di Calcutta e Tommasone Paradiso, laureato in 1979ologia. Nel testo i due fanno il verso ai Panamismi di Ivano Fossati e la vestono da ribelle come piace a lei: «O Capitano fammi arrivare» dice, ma nel video la Capitana è lei. Certo, ogni allusione politica parrebbe casuale, perché l'elettorato della diva guarda più che altro a dritta. Il video è una prova generale dell'inevitabile biopic sulla sua vita: per ora sta sperimentando con alcune opzioni, tipo il cartone animato alla Adriano Celentano (... meglio di no), l'alter ego giovane e sexy (la ballerina Valentina "Banana" Vernia incontrata ad Amici), il viaggio nel tempo con tanto di regazzino con cinepresa Canon (forse una citazione di Super 8, antenato di Stranger Things) ed effetti speciali degni di Discoring, se non addirittura di Popcorn.

No, la serie TV col cane poliziotto non si chiamava così

In verità per la Capitana, come per Max Pezzali, stiamo facendo un'eccezione alla regola: il suo brano non è in classifica e persino le radio, a differenza di quanto accaduto per Non Ti Dico No con i Boomdabash, la stanno ignorando perché impegnatissime a sostenere Maradona y Pelé, da due settimane brano più programmato nella penisola. Il che dà ragione a Tom Paradiso: il passato era un mondo migliore.

Candidata n.14: Max Pezzali - WELCOME TO MIAMI (SOUTH BEACH)

A volte il tempo, dopo aver vilipeso un uomo, gli dà ragione. Nel caso di Mauro Repetto, il tempo è in ginocchio al suo cospetto e si sta percuotendo da solo con un enorme Arbre Magique. Come John Frusciante, come Paul McCartney, come Lapo Elkann, Repetto ha abbandonato la congrega non appena sfiorato dal presentimento di un mesto declino. Perché quello di Pezzali non è neppure un onesto Secondo Tempo; sembra più il desiderio di conseguire quello stato di inutilità che garantisce l'ingresso all'Isola dei Famosi.

Rotta per casa di Diomede

Come se avesse trovato per strada un'idea scartata da J-Ax, J-Max si aggira «Sulla Lincoln Road, entro nell'AppleStore / Cerco le novità / Tutto uguale più o meno a quello di Rozzano / Almeno c'è il Wi-Fi che va». Il video, realizzato dall'immancabile Borotalco.tv, sceglie la chiave della Simpatica Sfiga, sostituendo per esempio una vecchia Fiat Panda ITALIANA alle solite Cadillac. L'unico guizzo degno dei vecchi 883 sono le due sgallettate inquadrate dal basso in alto, in modo che le ghiandole mammarie sembrino precipitare sull'obiettivo come stelle cadenti. Ed è superfluo chiedersi quale desiderio esprimerebbe Repetto.

Candidata n.15: Boro Boro feat. Mambolosco - LENTO

Canzone anche nota come «quella che fa rapapampam» (ed è il momento lirico più pregnante), è di fatto un inno aspirazionale per un'intera generazione di giovani maschi desiderosi di rimbambirsi di cannabinoidi, mentre giovani donne li compiacciono affascinate da tanta personalità. Federico Orecchia, torinese ventitreenne, si era finora fatto notare per un'apparizione in una puntata di X Factor, cantando Rapper Gamberetti, e per un video col calciatore Moise Kean («Sono un supertifoso della Juve», si vanta, per motivi che ci sfuggono). Ora, assistito dal PRODUCER Don Joe, ha svoltato con un testo che esonda fresca originalità: «Quando fumo sai che non la passo / Quindi gentilmente non rompermi il cazzo (yo, bitch) / Quando lo muove lei, la gente si gira (seh) / Intanto giro un'altra canna e lecco la cartina / Anche se so bene che lei leccherebbe me (ah)».

... di comprendonio?

Il video ipotizza una vacanza extraterrestre: Boro monta su una canna gigante, sulla quale vola verso un mondo in cui molteplici giovani femmine coltivano il sogno di usare la sua faccia come carta igienica. Il video piace molto al POPOLO: su YouTube l'utente Poeta Maledetto commenta: «Wow pensavo che in "pem pem" ci fossero più culi in assoluto... MI SBAGLIAVO». Mentre all'utente Mattia Pedrazzini basta affermare, senza punteggiatura: «La gente che si vorrebbe bombare robberryc» per ottenere 4699 like. L'utente Mattia Pedrazzini dovrebbe fare politica, è uno che sa cosa dire.

Candidata n.16: Elodie & Marracash - MARGARITA

Il vero "featuring" qui è il gossip: stanno insieme? O fingono sapendo che sotto gli ombrelloni il POPOLO freme di curiosità? Il video prodotto da Borotalco.tv – come quelli di Max Pezzali, Boomdabash, Baby K, Benji & Fede, Fred De Palma, Shade, Gabbani, Emis Killa – enfatizza gli sguardi da micia di lei e quelli da macho di lui, che le scruta il davanzale e non con la curiosità di chi vorrebbe saperne di più, ma con l'autorevolezza del padrone che controlla se è tutto come lo ha lasciato – o se ci sono tracce di The Kolors (i quali la ospitano in un brano non disprezzabile intitolato, putacaso, Pensare Male).

Sguardi d'intesa

Altri stilemi maschilisti del rap così come del pop italiano sono adeguatamente rispettati: lei modula frasi da prima serata Rai («Abbraccio il letto, prima abbracciavo te / E mi hai mandato in tilt da quando sono qui senza te»), lui adotta il tono disinibito da prima serata Mediaset («Chi ci crede più alla monogamia? / Ero solo sesso, un po' come il comunismo: una cosa che funziona in teoria»). Ma attenzione, il triangolo resta in agguato: entrambi dialogano con un'entità a nome Siri. Come il senatore bancarottiere ed evasore fiscale che ha consigliato l'attuale governo ITALIANO in materia di politica fiscale. Se così fosse, avremmo la dimostrazione della necessità di mettere la hit estiva al centro di un vero progetto di rilancio dell'economia.

Candidata n.17: Elettra Lamborghini feat. Sfera Ebbasta: CORAZON MORADO

Non c'è il video. Peccato, perché la canzone fa uno schifo sontuoso: lui, il genio maudit declama «Baby quando sono giù / Tu mi fai stare up»; lei allarga i confini di una generazione, insegnandole a esprimere le proprie istanze in un mondo più ampio: «Corazón morado en la chat / Te he dejado un DM en Instagram». Ma senza video il brano non è completo; forse è in lavorazione, mancano giusto alcune significative inquadrature delle chiappe ereditiere di Elettra e dei nuovi Rolex di Sfera; forse il problema è semplicemente la location. Noi gradiremmo la Siria.

Dammi tre parole, cuore, cuore e cuore

Candidata n.18: Shade - LA HIT DELL'ESTATE

Si dice che l'insigne filosofo Eraclito sia morto dopo essersi fatto ricoprire di sterco, convinto che gli avrebbe fatto un gran bene. Vito Ventura da Torino, rapper di talento e probabilmente filosofo, pare deciso a imitarlo tuffandosi nella scia di Rovazzi, anche se mirando a un pubblico più maturo (i dodicenni). La musica strombazzina è del PRODUCER Gabry Ponte e il video (anche questo!) di Borotalco.tv: IRONIA DEL WEB ad alzo zero, e partecipazione straordinaria della INFLUENCER Ludovica Pagani (a sua volta versione sgasata della rovazziana Diletta Leotta). Verrebbe da liquidare il tutto come una fresca e originale monnezza, ma il critico avveduto sa che l'opera nel suo complesso nasce dalla necessità di attribuire una connotazione IRRIVERENTE alle patatine Fonzies rispetto alle patatine Wacko's che permeano l'immaginario sentimentale conciliato di Benji & Fede.

Cinquanta sfumature di bigio

Candidata n.19: Irama - ARROGANTE

«Come fossimo io il giorno tu la notte / Tu viso pulito, il mio pieno di botte». Anche se veniamo informati che la pelle di lei sa di sale (sembra una buona idea per una canzone ITALIANA fresca e originale), l'ascolto del pezzo genera un sospetto agghiacciante: che Irama mascheri da hit estiva il suo progetto di posizionarsi come bad boy del pop Amico di Maria. Per fortuna il video rimedia a tutto, dandoci tutto quello che IL POPOLO legittimamente si aspetta: c'è Miami, c'è l'auto decapottata sulla quale la tipa si alza in piedi, c'è la scena despacita nel locale caliente, c'è lui che mentre balla fuma come i rapper (perché il carcinoma al polmone è cool e gli adolescenti devono attrezzarsi in tempo) e soprattutto ci sono le mossette e l'invito SOCIAL: «Impara le mosse, riprenditi mentre le fai e pubblica il video sui tuoi social scrivendo #ARROGANTECHALLENGE». Non si capisce cosa si vince. Probabilmente, il miglior premio possibile: un'estate #tuttadavivere.

Arrogante, sì, ma ha anche dei difetti

Candidata n.20: Fred De Palma (feat. Ana Mena) - UNA VOLTA ANCORA

Se ritenete di avere un minimo di gusto musicale, sicuramente siete snob, radical-chic e nemici del POPOLO, quindi non potrete apprezzare la carica despacita di questa fantasia fatta di cavalli bianchi, mare ITALIANO e Harley Davidson (anche se non siamo del tutto sicuri: la scritta sulla moto viene inquadrata meno di sessanta volte dal team di Borotalco.tv). Il testo è un manifesto di fresca e originale cretineria, ma Fred lo canta da vero uomo maschio e lei lo sussurra sinuosa, perché dato il precedente del 2018 – D'Estate Non Vale – il duetto hot tra Mena e Fred cerca apertamente il bonus del gossip (per il quale, come già detto, l'Italia freme sotto gli ombrelloni).

Macho & Micia

Il pubblico li shippa entusiasta; su YouTube due settimane fa l'utente rodogang emaman ha commentato: «Like se pensi che fred de palma e Ana Mena Hanno scopato» e ha ottenuto 5127 like; l'utente Simone, invece, ha commentato: «Fred De Palma e Ana Mena: SINTONIA MUSICALE, SINTONIA SENSUALE E PASSIONALE. Insieme starebbero bene in una storia seria.... LIKE SE LA PENSI COME ME!!!!», ma ha ottenuto solo 1131 like.
Purtroppo la storia seria spaventa sempre un po'.

EPILOGO

Siamo arrivati alla fine di questo viaggio; non perché mancasse materiale – e ci scusiamo con Emis Killa (Tijuana), Vegas Jones (Puertosol), Álvaro Soler, Ghali, Annalisa e Gabbani – ma perché dopo 20 accattivanti hit dell'estate... il rischio di trovarle tutte fresche e originali allo stesso modo era altissimo. Invece, sarebbe un errore. Perché alcune sono accattivanti, altre sono irresistibili, altre ancora sono azzeccatissime, e non è giusto fare di tutta l'erba un fascio. Sarebbe ingeneroso verso i RE MIDA dell'estate che non sbagliano un colpo – ma soprattutto verso il pubblico ITALIANO che ha diritto a canzoni simpatiche che lo distraggano da tutti i suoi pensieri. Tutti e tre.

Questo articolo fa parte della serie Fenomeni. Ogni tanto bisogna andare in profondità e prendersi il tempo che serve per parlare di chi o cosa ha fatto la differenza. Non trovate? Scopri gli altri articoli.

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