Meshuggah: Born In Dissonance
... e anch'io non mi sento troppo bene
 

Meshuggah
Born In Dissonance

Barbara Volpi
Barbara Volpi

Cosa si può fare quando il mondo pare uscito di senno? Ci si può rifugiare dietro a una tastiera come nerd spaventati, oppure si può partorire un brano da cavalieri dell’Armageddon che è organico e compatto come una macchina da guerra. Born in Dissonance, tratto dall’album The Violent Sleep of Reason, è un pezzo brutale costruito su un downtempo massacrante, dove le dissonanze da cardiopalmo e le fughe prog dispiegano una forza d’urto feroce, atta a scuotere il violento letargo della coscienza contemporanea. Ispirati da un’acquaforte del pittore Francisco Goya, i Meshuggah (nome che in ebraico significa pazzo) vituperano il buon senso spingendo il metal estremo al limite dello screamo con precisione chirurgica. Ciò che resta sono i cocci di una ragionevolezza invertita.

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