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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Lunghi

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c'è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Questa è la sezione longform di HVSR.

Extended Play

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PiL: Seattle
Ma sono i PiL o i Green River?

PiL
Seattle

Quando nel 1986 i P.I.L. di John Lydon, ex Sex Pistols, suonarono al Paramount, ad aprire lo show furono chiamati i Green River. Mark Arm: «Scoprimmo che Lydon aveva richiesto che in camerino ci fosse un particolare tipo di poltrona con lo schienale reclinabile e altre bizzarrie. Si comportava come una rock star e francamente non ce l’aspettavamo: pensavamo che al punk fosse sotteso un certo significato. […] Alla fine della nostra esibizione dissi ai ragazzi del pubblico che se volevano vedere qualcuno che si era completamente venduto, allora dovevano aspettare solo qualche minuto. Nel backstage facemmo un po’ di casino. C’era Landrew dei Malfunkshun che aveva bevuto un po’ di vino, prendemmo il cibo del catering e lo lanciammo contro il loro tour bus. C’era un pezzo di carta sul fronte del palco, in corrispondenza del microfono, con su le iniziali J.L.: le cambiai in M.A. Insomma, li facemmo incazzare». Dopo il concerto Lydon scrisse Seattle, un brano apparentemente incentrato sull’alienazione urbana. Arm commenta scuotendo la testa: «Non sono mai riuscito a capire di che diavolo parlasse quella canzone. E non ho idea se avesse a che fare con noialtri».

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