Humans vs Robots
 
Weezer: Buddy Holly
Sunday, Monday, Happy Days
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Hey! Fonzarelli al potere.

Weezer
Buddy Holly

Ecco quelli che hanno praticamente inventato la moda degli sfigati con gli occhiali neri da Clark Kent. E sì, decisamente prima che andassero di moda nella cultura hipster.

Gli Weezer nascono anche loro in Califonia, più o meno negli stessi anni dei Nerf Herder – più precisamente nel 1992 – e il loro primo disco (Weezer, comunemente definito Blue Album) contiene uno dei pezzi più emblematici del genere: Buddy Holly.

Il video è ormai storia nerd. Anche solo per il fatto che fu allegato al CD-ROM di installazione di Windows 95 per presentare le mirabolanti prestazioni del nuovissimo Windows Media Player, con una rivisitazione anni Novanta dell’America degli anni Cinquanta/Sessanta di Happy Days. A vederlo oggi, si potrebbe fare un rapido calcolo di quanto le cose non-cool siano di nuovo così cool. E di come Richie Cunningham rimanga sempre il patrono indiscusso di quelli che restano all’ombra dei Fonzie di turno. Decade dopo decade.

Rivers Cuomo, leader della band, ha affermato che ai tempi in cui frequentava Harvard, l’unico momento che aveva per scrivere canzoni era quando la cena era a scaldare nel forno a microonde. Il resto del tempo era dedicato allo studio. Da qui il pop/punk così rodato nella sua forma-canzone canonizzata da cui la band non si è mai più allontanata – vedi My Name Is Jonas, Pork and Beans, Beverly Hills e le altre vagonate di singoli di successo che hanno sfornato negli anni.

Ah, sempre a tema geek, non dimentichiamoci il disco del 2010, intitolato Hurley, con in copertina il simpatico facciotto del grande personaggio della serie televisiva Lost. Jack, Kate o Sawyer non avrebbero funzionato.

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