Humans vs Robots
 
Coheed & Cambria: Welcome Home
In una galassia lontana lontana...
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Saghe di fantascienza progressive ne abbiamo?

Coheed & Cambria
Welcome Home

Anche il metal non è di certo stato esente dal classicismo narrativo di certe storie fantascientifiche. H. G. Wells, P. Dick, R. Bradbury sono stati sicuramenti autori di riferimento per coloro che stavano a casa a farsi crescere i capelli mentre leggevano le storie di galassie lontane lontane, invece di andare ai pool party.

Caso importante, anche se ormai passato un po’ in sordina, è stato quello dei newyorkesi Coheed and Cambria. La band di Carlo Sanchez ha infatti sempre portato avanti, in tutta la discografia, una specie di saga sci-fi, scritta dallo stesso leader, chiamata The Amory Wars. Beh, ce ne vuole di pazienza. Soprattutto quando si è quasi arrivati al traguardo del decimo album e quasi al ventennale in termini di carriera. La saga è diventata anche una serie di fumetti e, ovviamente, un romanzo. Forse diventerà materiale cinematografico o televisivo, chissà.

Fatto sta che il dipanarsi di un concept come questo all’interno di un prodotto di successo (molti dei loro dischi sono certificati dischi d’oro) attesta il loro status di nerd veri. Welcome Home ha – a oggi – 20 milioni di visualizzazioni su Youtube, è tratta dal quarto disco della band (che ha un titolo che anche quello dire nerd è poco – Good Apollo, I’m Burning Star IV, Volume One: From Fear Through the Eyes of Madness) e spiega il concetto da sola.

Figli di Rush, Yes e compagnia progressive – così come di certo post hardcore tipo At the Drive-In – i Coheed and Cambria non hanno mai perso la fedele attenzione del loro zoccolo duro, sempre in attesa di sapere come andrà a finire l’avventura che stanno raccontando, nel frattempo suonata da gente che ci sa fare sul serio.

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