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Teen Idles: Sneakers
Ragazzi per bene
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L’abito non fa il monaco. Figuriamoci il punk.

Teen Idles
Sneakers

Chi l’avrebbe detto che anche rigando dritto si sarebbe potuti arrivare ai piani alti dell’hardcore? Forse erano tempi diversi, ma il messaggio dei Teen Idles andava ben oltre il pogo violento e qualche maglietta strappata.

Le sessioni di registrazione della band formata dagli adolescenti Nathan Strejcek, Geordie Grindle, Ian MacKaye e Jeff Nelson porteranno alla creazione di una casa discografica ad hoc. Caso vuole che proprio quella casa discografica, autofinanziata e nutritasi di niente se non concerti da 5 dollari per quasi tutta la prima decade di attività, sarebbe diventata l’emblema dell’hardcore americano East Coast e straight edge.

I Teen Idles sono stati tra i primi gruppi punk del movimento hardcore dei primi anni ‘80 a uscire dalla loro scena regionale per fare tournée e vendere a livello nazionale. Ispirati da altre band punk americane come Cramps e Bad Brains, il suono dei Teen Idles era una prima versione dell’hardcore-punk con l’idea, nelle parole di MacKaye, «di allontanarsi da una musica veramente corrotta». 

Sneakers, secondo pezzo del primo EP, ben rappresenta la summa di un’ideologia, ovviamente – e necessariamente – in meno di un minuto. «Metti via tutti quegli anelli e catene / Torna indietro e goditi i dolori della crescita». E dire che i Teen Idles cercavano comunque di apparire il più intimidatori possibile (mica erano matti!). Testa rasata, mohawk e look che più punk non si può (persino delle puntine da disegno nelle suole degli stivali in modo da emettere un “ticchettio minaccioso” quando camminavano) ma il contrasto con il loro dire e il loro fare era per molti davvero al di fuori del lecito.

Sempre secondo MacKaye, «Nei nostri spettacoli e all’interno della nostra comunità, eravamo ragazzi totalmente stupidi. Siamo stati dolorosamente onesti – non abbiamo rubato, non abbiamo vandalizzato, non abbiamo dipinto con lo spray. […] Non facciamo niente – tutti ci odiano solo per il nostro aspetto».

Poi, più tardi, la minaccia di un nuovo hardcore assumerà le forme dei Minor Threat, degli Embrace, dei Fugazi e prenderà il via tutta un’intera epopea legata a un’etichetta nata per pubblicare una sessione di registrazione di una decina di minuti. Pochi, ma ben spesi.

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