Minor Threat: In My Eyes
Ci siamo dimenticati le chiavi di casa
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Gli occhi del punk che guarda se stesso.

Minor Threat
In My Eyes

Se, effettivamente, il termine hardcore punk è sempre stato associato – soprattutto negli orizzonti storici più californiani, oltre che in senso comune – alla velocità di esecuzione, unita a grida, ingiurie e sputi verso la società corrente e se stessi, è con la Dischord Records e alcuni suoi modelli che gli anni Ottanta sanciscono una diversa vita per il genere.

I Minor Threat diventano così – ancor più dei Fugazi, da cui i membri stessi trarranno la loro miglior fortuna – uno degli emblemi del nuovo punk americano, tanto contrario a droghe e condotte violente quanto capace di mantenere i cardini del genere, senza sminuire la potenza espressiva di una controcultura.

In pochi anni di attività e con una manciata di EP che valgono come una Bibbia di poco meno di dieci minuti, si fanno portatori di una riflessione adolescenziale figlia sia del perbenismo Sixties che della parabola dei Seventies, che arriva a toccare, con la nuova decade, il punto di esplosione necessario al cambiamento. La lezione del 1981 di brani-simbolo Straight Edge, Filler e Small Man, Big Mouth si impreziosisce ulteriormente con il secondo tassello discografico dell’83, ancora perfettamente suggellato dalla sua manifestazione perfetta di minuscola durata e in grado di sostenere idee e percorsi iniziati due anni prima.

In My Eyes (opener e title track) è infatti una riflessione sull’hardcore stesso, sull’esistenza di un modo d’essere e di esprimersi e infine anche sul fallimento. Riesce a incorporare e al tempo stesso superare la lezione nichilista del genere, imponendo i Minor Threat come figli autentici della stessa rivolta, musicalmente solidificati dal pattern punk ma con già il sentore dell’evoluzione sonora che sarà la colonna portante del math rock e dei suoi esponenti più brillanti. Consci di tutto questo, MacKaye, Lyle Preslar, Brian Baker e Jeff Nelson riescono a mettere tutto in chiaro davanti ai loro occhi, limpido e tagliente come un’illuminazione convincente.

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