Tracce

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Lunghi

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c'è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Questa è la sezione longform di HVSR.

Extended Play

C'è spazio per un altro giornalismo musicale, che non si alimenti solo di comunicati stampa camuffati da news, di interviste copia-e-incolla e di altri argomenti di nessuna rilevanza? Ci proviamo.

Embrace: Building
L'abbraccio dimenticato
↤ Tracce

Bruciare in un attimo.

Embrace
Building

Dire che gli Embrace non sono altro che il punto di transizione tra i Minor Threat e i Fugazi, dire che sono stati i pionieri dell’emo, dire che non sono altro che un side project, vorrebbe dire sminuire la portata che il disco omonimo della band americana si porta e si porterà sempre dietro.

Durato meno di un anno – dall’estate del 1985 alla primavera successiva – il gruppo di Ian MacCaye, insieme ai musicisti dei Faith (la band di suo fratello Alec), ha prodotto uno dei dischi più significativi della scena Dischord. L’ancora incontaminato (se non dai gemelli Rites of Spring) panorama dell’hardcore introspettivo ed emozionale fiorisce autentico da ogni loro sbraitata e noise abrasivo.

Sentire gli armonici sferraglianti del giro di basso iniziale di un pezzo come Building vuol dire trovarsi in mezzo alla costruzione stessa di un nuovo modo di pensare l’hardcore punk, fondamentale per il progresso del genere e dunque la generazione dei Fugazi e di tutti i seguiti della main band.

Dimenticarsi di questo disco vorrebbe dire fare un grande torto a quelle cose che nascono per durare davvero e invece, per volere della sorte, si esauriscono troppo presto. Il disco esce nel 1987 – un anno dopo il loro ultimo concerto – mentre c’era ancora chi, in cameretta, urlava «I’m a failure!», con la stessa violenza espressiva che trovava nel pogo.

Se ti è piaciuta questa traccia, questa recensione o entrambe, perchè non condividere sui social?

Questa traccia è anche presente nelle seguenti playlist:

Un grazie a chi ci sostiene!
Humans vs Robots parla di musica dal 2016, e cerca di farlo bene. E lo possiamo fare grazie a chi ci sostiene abbonandosi, e garantendo che articoli come questo possano essere letti da tutti.
Basta davvero poco: perchè non ti abboni?
.
Home
Ogni giorno una traccia che vale davvero la pena sentire
Success
La sezione longform di HvsR
Un altro sguardo sulla musica, con un aggancio all'attualità.