Tracce

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Lunghi

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c'è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Questa è la sezione longform di HVSR.

Extended Play

C'è spazio per un altro giornalismo musicale, che non si alimenti solo di comunicati stampa camuffati da news, di interviste copia-e-incolla e di altri argomenti di nessuna rilevanza? Ci proviamo.

Voyager: Ascension
La tastiera a tracolla, la famigerata "keytar". Non c'è nulla di più anni '80.

Voyager
Ascension

Oh, i Voyager. E’ più che possibile che non li conosciate: sia perchè vengono dall’altra parte del mondo (letteralmente: Perth, Australia), sia perchè fanno un genere - progressive metal - che non finisce nella parte alta delle classifiche di vendita dai tempi di Images And Words (era il 1992: che periodo meraviglioso per quel tipo di musica. Peccato che sei mesi prima un tale Kurt Cobain avesse inciso un dischetto da nulla, Nevermind. Le sette camicie a quadrettoni da boscaiolo del Kentucky che tenete ancora nascoste nell’armadio testimoniano chi ebbe maggiore successo).

Eppure, più forti delle mode e soprattutto della sfiga che non ha mancato di far sentire la propria presenza in alcune fasi di vita della band (una data con i Nevermore cancellata, un tour con Yngwie Malmsteen sfumato, l’etichetta discografica che li aveva messi sotto contratto fallita prima di rilasciare il disco, e altri fattarelli minori), i Voyager sono arrivati al settimo disco, Ghost Mile, di cui Ascension è il notevole singolo di apertura.

E se tutto questo non vi sembra un motivo sufficiente per dare ai Voyager una chance di ascolto, fate vostri i seguenti:

  • Daniel Estrin ha la stessa voce di Roland Orzabal dei Tears For Fears
  • I due chitarristi suonano entrambi una chitarra sette corde (Steve Vai non è vissuto invano)
  • Uno dei due chitarristi in realtà è una chitarrista: Simone Dow - e anzi pare che sia lei quella che porta i pantaloni
  • Hanno aperto per i Queensryche (quando ancora erano una band rispettabile).

Se ti è piaciuta questa traccia, questa recensione o entrambe, perchè non condividere sui social?

Questa traccia è anche presente nelle seguenti playlist:

Scrivere di musica non è facile.
Noi cerchiamo di farla mettendoci passione, ma anche competenza, cura, professionalità. Tutte cose che costano impegno… e soldi. Se apprezzi il nostro lavoro quotidiano perchè non ci sostieni diventando un abbonato? Basta davvero poco!
.
Home
Ogni giorno una traccia che vale davvero la pena sentire
Success
La sezione longform di HvsR
Un altro sguardo sulla musica, con un aggancio all'attualità.