Arca:Piel
Non si accelerazionizza un'emozione
 
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Arca, musica organica, musica meccanica. Meraviglia.

Arca
Piel

Andrea Macrì
Andrea Macrì

Superata l’adolescenza, secondo me uno preferisce l’esistenza alla politica. Potrei metterla così per dire perché finora la musica di Arca non mi avesse conquistato: affascinato sì, che sicuramente si tratta di roba mai sentita, ma non mi era ancora capitato di perdere la testa per i suoi dischi. Per metterla giù sintetica: meglio il soul ai discorsi sull’accelerazionismo.

Invece Piel, pezzo di apertura del disco omonimo, mi ha dischiuso a una sensibilità incredibile. Quella di un’artista che sta segnando forse il nostro tempo e che ancora una volta non ha paura di mettersi in gioco.
Totalmente a nudo, con suoni e distorsioni che dovrebbero accompagnare e che invece a volte saturano e a volte trafiggono, Piel è l’esempio di un tipo di canzone che prende tutte le emotività teatrali e da canzone melodrammatica e le portano all’oggi delle nostre vite. Con un garbo e, allo stesso tempo, una voglia di sporcarsi le mani che è solo dei grandi.

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