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Nu Genea: People of the Moon

Nu Genea People of the Moon

NG Records / The Orchard
★★★★ 4/5
Fabio Piccolino
| Lo leggi in 2 minuti

Contaminarsi sempre

Negli otto anni trascorsi tra l’uscita di Nuova Napoli e oggi, i Nu Genea hanno già vissuto diverse vite. La prima, impersonata con la sigla Nu Guinea, è stata quella fortemente identitaria, che poneva il capoluogo campano al centro di un crocevia di influenze, recuperandone le tradizioni musicali ma nel contempo aprendosi al mondo. Con Bar Mediterraneo, nel 2022, se il groove rimaneva lo stesso lo sguardo si allargava ancora, inglobando altre culture fra le tante dei paesi bagnati dal mare nostrum. People of the Moon è qualcosa di ancora diverso o, meglio, una ulteriore, inevitabile evoluzione verso un meticciato che cancella qualsivoglia confine geografico. E il punto focale è proprio questo: in un mondo in perenne lotta tra globalità e identitarismo, i Nu Genea ci mostrano la bellezza della contaminazione, facendo loro sempre più elementi e dunque disponendo di un patrimonio via via più ampio, smisurato. È nella capacità di sintesi e riscrittura che risiede principalmente la loro bravura.

Non sorprende allora scoprire che nel nuovo album il tradizionale cantato in napoletano è affiancato dall'inglese (Onenon, con Tom Misch) come dallo spagnolo, (l’apertura di Acelera, che a dispetto del titolo abbassa i giri a cui costoro ci hanno abituato, e l’intrigante Celavì, che ospitano la voce di Maria José Llergo), ma anche dall'arabo e dal portoghese. Ciò detto: i punti in cui ritrovarsi non mancano ed ecco Sciallà, che avevamo imparato a conoscere un anno fa ormai, l'inevitabile nuova hit Carè, l'orientaleggiante Ma tu che bbuò. Ciò precisato: a intrigare particolarmente sono i brani che introducono nuove variabili implementando il dizionario sonoro standard della band partenopea. Così l'energica traccia omonima, così una splendida Ondas do mar sistemata a suggello.

Nel porsi nuovamente come una certezza assoluta della musica italiana di qualità, i Nu Genea ci consegnano un disco maturo, ragionato, stratificato. Il perfetto bilanciamento tra la complessità delle strutture sonore e la leggerezza delle atmosfere ne rende l’ascolto più che mai gratificante.

nu genea 

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