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Lemon Twigs: Look for Your Mind!

Lemon Twigs Look for Your Mind!

Captured Tracks / Secretly Distribution
★★★★ 4/5
Bizarre
| Lo leggi in 2 minuti

Derivativi? Maestri di un pop universale e ormai fuori dal tempo

Ok, facciamo un’ipotesi assurda. Immaginiamo che questo sciagurato pianeta arrivi integro all’anno, diciamo a caso, 3987 d.C. E che nel 3987 ci sia ancora modo di ascoltare qualcosa che chiameremmo musica e che qualcuno (probabilmente una AI, ormai unica forma di intelligenza disponibile) eserciti quella che oggi definiremmo “critica musicale”. Ancora: supponiamo che qualcuno la interroghi riguardo a un qualcosa chiamato power pop psichedelico (definizione alquanto onnicomprensiva, siamo d'accordo, ma nel 3987 non saranno granché precisi). La risposta sarebbe grosso modo questa: "un genere nato circa 2000 anni fa, che sviluppò la felice confluenza della musica psichedelica nella forma canzone con un’impostazione rock’n’roll e che vide come principali esponenti band più o meno di successo come Beatles, Beach Boys, Byrds, Big Star, Church, R.E.M. e Lemon Twigs."

Avrete capito che per la fantomatica AI del 3987 la polemica che accompagna ogni nuovo disco dei Lemon Twigs non avrebbe senso. Andare a rimarcare come la musica della band newyorkese sia derivativa e fortemente debitrice a certi anni Sessanta è una banalità. Per questo stesso motivo, sottovalutarla o addirittura snobbarla è assurdo. Invece di ritenerla una replica tardiva di Beatles e Beach Boys bisognerebbe avere l’onestà di riconoscerle analogo valore, perché sotto il profilo qualitativo non può dirsi inferiore.

Certo, arrivano con mezzo secolo e passa di ritardo e pertanto non possono avere la stessa carica innovativa dei modelli, ma i Lemon Twigs non hanno mai avuto la pretesa di inventare nulla: e siccome sono oltre vent’anni che non assistiamo alla nascita di un nuovo stile musicale, qual è il problema? Quello di rifarsi a chi ha definito certi canoni del pop universale con classe sopraffina, gusto e abilità?

Look for Your Mind! non inventa nulla e non dice niente che già non sapessimo sui fratelli D’Addario: canzoni impeccabilmente costruite (quasi inutile citare le migliori: diciamo, a parere di chi scrive, I Just Can’t Get Over Losing You, I Hurt You e My Heart Is in Your Hands Tonight), intrecci vocali memorabili e forse mai così evoluti, progressioni armoniche tanto sofisticate quanto perfettamente godibili, esecuzioni impeccabili. È probabilmente meno riuscito dell’inarrivabile predecessore A Dream Is All We Know, ha una copertina orribile, è comunque un grandissimo disco.

lemon twigs 

A proposito:

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