Acustico, malinconico, introspettivo
Delle molteplici declinazioni che la musica di Beck può seguire abbiamo avuto, nel corso del tempo, molte dimostrazioni. Restringendo il campo all’ultima ventina d’anni, lo stile del cantautore statunitense è passato per le sperimentazioni di Guero, la contaminazione digitale di The Information, lo sguardo psichedelico di Modern Guilt, le atmosfere dilatate di Morning Phase, il vivace pop in chiave elettronica di Colors, il synth-pop di Hyperspace. Una versatilità e una curiosità artistica che danno la misura di un artista dinamico e sempre pronto a rimettersi in discussione e rispetto al quale, per forza di cose, è impossibile dare un giudizio univoco della corposa produzione discografica.
Poteva essere dunque facile prevedere che, dopo il legame con l’elettronica degli ultimi due album, Ride Lonesome potesse condurre verso un ritorno a una dimensione più acustica, scarna, personale. E infatti si tratta di canzoni in cui a emergere è soprattutto il lato introspettivo, attraverso strutture sonore tenui ma intense, dove alle chitarre si affiancano pianoforte e synth e soprattutto gli archi, capaci di amplificare il lato emozionale dei brani e di costruire un’atmosfera solenne, talvolta cinematografica.
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Un senso di malinconia aleggia per tutti i quarantasette minuti del disco, i cui temi portanti sono la perdita e la solitudine, declinati attraverso varie forme: dal country-folk deciso ed emozionante della title track alle atmosfere oscure di In the Night, dagli spazi dilatati di Failed Words all’appassionata carica sentimentale di Slow Canyon. Episodi perfettamente a fuoco, la cui efficacia viene però diluita in una sequenza di canzoni troppo simili tra loro e da momenti decisamente meno buoni: l'eterea For Your Love, dall'arrangiamento orchestrale, la cui funzione evocativa non riesce fino in fondo, la melensa Falling Through My Hands e il suo andamento fiabesco difficilmente digeribile o il lungo finale di Beyond the Light, che sembra replicare all’infinito il mood sonoro del disco.
Ride Lonesome non è dunque la versione migliore del Beck acustico, pienamente compiuto nello splendido Morning Phase, ma ci offre allo stesso tempo un lato più umano di un artista capace ancora di tradurre in musica le proprie emozioni.