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Dexys Midnight Runners: Love

Dexys Midnight Runners Love

Heavenly Recordings / PIAS
★★★ 3/5
Eddy Cilìa
| Lo leggi in 2 minuti

È la stessa cosa, ma non è la stessa cosa

Va da sé che non ha senso parlare di reunion per un complesso per le cui fila erano già passati (se fa fede Wikipedia) trentaquattro musicisti quando nel 1985 vedeva la luce l’album di cui Love è formalmente il successore e altri diciassette dopo, dal 2012. Né aveva senso cercare un senso nel fatto che, fra il 2012 appunto e il 2023, siano usciti tre album con il nome del gruppo accorciato, solo Dexys, perché – spiegava ineffabile Kevin Rowland all’altezza della pubblicazione del primo – «è la stessa cosa, ma non è la stessa cosa». E tanto vale quindi prendere atto che One Day I’m Going to Soar, Let the Record Show: Dexys Do Irish and Country Soul e The Feminine Divine fanno parte di un’altra storia e pazienza se il secondo, pur se non esattamente indimenticabile, evidenziava maggiori affinità con Too-Rye-Ay di quante non ne mostrasse a suo tempo, quarantuno lunghissimi anni fa (Rowland ne ha fatti settantatré un mese a oggi), Don’t Stand Me Down. Per essere un disco noioso quanto un disco noioso di Van Morrison (avvertenza per il lettore: chi scrive ne scrisse bene; ha poi cambiato idea e cambiato idea sull’avere cambiato idea a ogni cambio di decennio o all’incirca), quantomeno lasciava ammirati per l’enormità del suicidio commerciale che inscenava e di cui non dà le dimensioni un piazzamento in classifica, un numero 22 UK, venti posizioni sotto il predecessore.

Veniamo all’oggi. Con l’epocale Too-Rye-Ay, AD 1982, oltre che l’album di Come On Eileen, la canzone che consegna Rowland e la sua creatura alla storia maggiore della popular music, il miglior incontro mai organizzato da chiunque fra folk celtico e black, Love non condivide praticamente nulla benché il trombonista Jim Paterson (co-firmatario di Come On Eileen) sia in squadra, unico da sempre a fianco del capobanda, nell’ottima e nella pessima sorte. Nel programma del favoloso debutto dell’80 Searching for the Young Soul Rebels potrebbe infilare di soppiatto il rhythm’n’blues It’s Over Now, fra le non molte frecce non spuntate al suo arco. La verità, però, è che non è che abbia così tanto in comune neanche con Don’t Stand Me Down.

Suona parecchio anni Ottanta, quello sì, in particolare nelle due tracce che, sistemate una via l’altra in apertura, promettono più di quanto l’album poi non mantenga: My Life in England Pt.1, da ABC in gran spolvero; You’ve Got the Love, fra Blue Nile e Style Council, memento che Mick Talbot fu uno dei Dexys. Potrebbe dare qualche soddisfazione I Want to Be Holding You Next Christmas, meno melensa di quanto non faccia temere il titolo.

dexys midnight runners 

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