Madonna, che silenzio c’è in pista stasera
Ragionando sul suo ultimo ventennio, un po’ si insinua il dubbio che a un certo punto Louise Veronica Ciccone sia stata sostituita da una sosia. Dopo averci riflettuto, però, ne concludi che non è così, che si è avvolta nel bozzolo di un'auto-mitologia costruita con tenacia e intelligenza. Sappiamo bene che Nostra Signora non è una sprovveduta: sessantotto anni (!) il prossimo agosto, non domini incontrastata l’arena pop allestendo una metamorfosi dopo l’altra se sei una Britney Spears o una Christina Aguilera qualsiasi. E non è di patti col diavolo (sai l’ironia, da una con il suo nome d’arte…) che parliamo, ma di forma e sostanza.
Parliamo di Lady Madonna, che vampirizza la cultura (non soltanto) popolare della quale rappresenta un’icona e ora, con un passato alle spalle, osserva l’ultimo lavoro sul serio convincente, Confessions on a Dance Floor, e ne propone il seguito, finendo così per chiudere un cerchio vampirizzando sé stessa e la sua memoria. Proseguendo into the groove di una dance in tutti i sensi sintetica, eccola riallacciare i fili con il produttore Stuart Price, collaborare con Martin Garrix, Arca, Sabrina Carpenter, Feid, Stromae e la figlia Lola nel mentre impazza sui social e orchestra una campagna promozionale che coinvolge una nota marca di alcolici, una di cosmetici e i campionati mondiali di calcio.
Resta sempre e comunque la stessa persona anche quando descrive l’album in termini di medicina per l’anima, di catarsi ed esorcismo, e quando trae ispirazione dalla techno di Detroit e dalla house di Chicago. Ed è ancora lei che torna con il pensiero alla New York primi anni Ottanta nel luogo dove tutto è iniziato con il frizzante amarcord Danceteria, articolo migliore del lotto che, tra gli altri, cita Basquiat, Keith Haring, Nile Rodgers, David Byrne, B-52’s, Lou Reed e Lounge Lizards. Lei che, in un concept che celebra il corpo come mezzo spirituale, sottolinea la funzione ritualistica della danza e si allontana dalle recenti mediocrità. Perché se il mondo è davvero una discoteca labirinto, Madonna, che silenzio c’è in pista stasera.