Salta al contenuto
U2: Easter Lily EP

U2 Easter Lily EP

Universal-Island Records Ltd. / Universal Music Group
★★★½ 3.5/5
Max Zarucchi
| Lo leggi in 2 minuti

Le braci sono ancora accese sotto le ceneri del fuoco indimenticabile

Tre cose sono evidenti. Primo: in questi nove anni (tanto è passato dall'ultimo album "vero" in studio, Songs of Experience) gli U2 hanno accumulato un sacco di materiale, altrimenti pare impossibile che nel giro di pochi mesi ci ritroviamo dodici tracce nuove di pacca che servono fondamentalmente per ammazzare il tempo in attesa del prossimo LP. Secondo: sono passati i tempi delle "grandi mosse" di marketing degli irlandesi, dal ritrovarsi gli album sui devices senza chiederlo alle presentazioni spettacolari. Semplicemente, sottovento anche stavolta come fu per Days of Ash, Easter Lily è uscito e ha lasciato la maggior parte degli ascoltatori spiazzati. Punto. Terzo: è vero che invecchiando si tende a tornare bambini, ma la vita segna, il corpo cede, e quindi questo ritorno all'innocenza è più spirituale che concreto. Ma, insomma, a volte basta anche l'intenzione ed è inutile continuare a cercare quello che non può più essere. Nemmeno noi siamo gli stessi, in fondo: simili, magari, unici quanto si vuole, ma comunque diversi da ciò che eravamo. Altrimenti non esisterebbe la nostalgia, no?

Ecco quindi che, ascoltando queste sei nuove tracce, il bicchiere risulta mezzo pieno. Dopo anni gli U2 tornano a fare veramente gli U2: senza innovazione, certo, con infinitamente meno ispirazione e con la totale assenza di urgenza comunicativa. Ma, date le vette altissime dalle quali sono inesorabilmente scesi, è indubbio che ogni colpo di reni li faccia risalire per lo meno a metà montagna, mentre gli emuli ancora provano a partire dal fondovalle. C'è emozione in queste sei tracce che convincono, si fanno piacere e riescono ancora a stupire. La conclusiva e intimista COEXIST (I Will Bless the Lord at All Times) con ospite Brian Eno è probabilmente uno dei loro pezzi migliori degli ultimi tre decenni per intensità ed equilibrio, mentre nelle altre cinque tracce The Edge torna ad abusare del delay lasciando da parte pedalini meno consoni, ed è subito comfort zone: banale forse, fortemente déjà vu, però gira tremendamente bene. Larry e Adam sono una certezza e Bono sembra aver capito che a questo punto conviene giocare sull'interpretazione più che sui polmoni.

Ora, se questo EP (e per esteso anche il precedente) fosse stato una facciata di album, è probabile che l'idea di eccessivo autoriciclaggio avrebbe fatto abbassare un poco il livello del bicchiere verso il mezzo vuoto. Tuttavia, preso così com'è Easter Lily è una gustosa, piacevole, a tratti persino emozionante raccolta di canzoni. Chissà se ce ne saranno altre prima dell'autunno, quando – sembra – uscirà l'album vero e proprio. Alcune voci lo danno per sperimentale, altre parlano di ritorno al passato: ascolteremo. Nel frattempo godiamoci questa mezz'ora di buona musica fatta da ultrasessantenni milionari (e non più da giovani incazzati che volevano conquistare il mondo: la differenza sta tutta lì), che evidentemente ancora si divertono e sanno fare bene il loro lavoro.

u2 

A proposito:

Vuoi continuare a leggere? Iscriviti, è gratis!

Registrandoti potrai accedere agli oltre 4.000 articoli dell’archivio gratuitamente, e ti iscriverai alla nostra newsletter su Substack!

Nelle ultime 24 ore si sono iscritte 6 persone!