I Maiali ora marciano a ritmo EDM
Il mondo, in qualche modo, stava aspettando ardentemente questo album, perlomeno dopo aver visto i concerti del Peel It Back Tour 2025/2026, live in cui lo show si divideva in quattro macrosezioni equamente divise su due palchi: quello principale e uno più piccolo al centro delle arene. Su quest'ultimo, a metà set, Trent Reznor e Atticus Ross si univano al DJ e produttore Alex Ridha (alias Boys Noize, già loro collaboratore per alcuni remix di colonne sonore) per decostruire e riassemblare alcuni brani dei Nine Inch Nails. Dicevamo che il mondo li attendeva, tranne ovviamente i festival, che non permettevano di installare il secondo stage. E tranne (ma pensa un po'...) l'Italia, dove, avendo i promoter optato a Milano per una location all'aperto, il 24 giugno 2025 è andato in scena un set classico da un'ora e mezza infarcito di hit, con il producer tedesco-iracheno messo semplicemente come opening act per settanta minuti di EDM. Peccato, perché il risultato di quelle jam sul palchetto (che spesso variavano da sera a sera) è stato registrato, smontato, rimontato, parzialmente utilizzato, risuonato in parte in studio, incollato a tracce provenienti dalle bobine originali degli album, shakerato quanto basta. E, in maniera astuta, pubblicato nella settimana tra le due apparizioni al Coachella del progetto in questione. Hype assicurato, altroché.
Insomma, a conti fatti Nine Inch Noize è un Frankenstein sonoro dove trovano spazio undici brani dei Nostri più una cover dei Soft Cell, già edita nel 1994 nell'EP Closer to God. Un live non live, però confezionato a botte di campionamenti e con l'aggiunta, in alcune tracce vocali, della signora Reznor, Mariqueen Maandig. Il risultato è solido, una specie di "remix album plus", con tutti i pro e i contro che un'operazione del genere porta inevitabilmente con sé: non racconta una storia, perché già la trovate nei dischi, che difficilmente qui vengono superati e/o eguagliati, però si lascia ascoltare con piacere. Può vantare un fluire studiato al millimetro che coinvolge e cattura, grazie a un cesello in fase di assemblaggio, missaggio e mastering che dovrebbe diventare un manuale su come vanno fatte certe cose, per lo meno sul piano tecnico. Se l'ascolto ad alto volume provoca più di un sobbalzo, quello in cuffia è godimento puro: provare per credere (da leggere con tanto di gesto della mano e pollice alzato). Lo rimetterete nel lettore tra qualche anno? Probabilmente no, come spesso accade con dischi simili. Ma è indubbio che ci troviamo di fronte a qualcosa di più che una minestra riscaldata. E, per una volta, non siate egoisti: fatelo sentire anche ai vostri vicini. Che lo vogliano o meno.