Adesso parliamo d’amore
Nell'inevitabile caducità delle cose terrene, alcuni elementi sembrano resistere invariabili allo scorrere ciclico del tempo. Uno di questi è la capacità di Sam Beam/Iron & Wine di saper scrivere belle canzoni, nonostante una carriera lunga ormai venticinque anni e una decina di album alle spalle. La vena creativa è ancora fertile, stimolata dal comporre con un codice personale che si è fatto inconfondibile cifra stilistica: da un lato perfettamente riconoscibile, dall'altro quasi mai oltre determinati confini, sempre con la costante sensazione che la bravura nel toccare precise corde emotive renda il processo creativo assolutamente naturale, come se fosse una prosecuzione di pensieri o l'estensione della sfera affettiva.
In questo senso il titolo dell’ultimo album, Hen’s Teeth, suggerisce già la natura e ne sottolinea l’eccezionalità: così come non si dà un dente di gallina (l'espressione indica per l'appunto un qualcosa che non esiste, oppure è rarissimo), allo stesso modo il concepimento del disco viene inquadrato come un piccolo miracolo. Pubblicato a quasi due anni da Light Verse, in realtà il nuovo lavoro proviene dalle medesime sedute d'incisione e dunque costituisce una specie di secondo frutto della rinascita di Beam seguita alle difficoltà sorte durante la pandemia e che avevano indotto in lui il classico blocco dello scrittore. Se Light Verse si sviluppava come una riflessione sull’imprevedibilità della vita, qui ci si concentra soprattutto sulle relazioni e, in senso più generale, sull’amore. Non una celebrazione, quanto piuttosto un racconto fatto di rapporti interpersonali, scelte, sentimenti, conflitti, esperienze.
Così, mentre in apertura Roses invita a godere della felicità nel momento in cui si manifesta con l’intensità crescente della musica come strumento per mostrare differenti piani narrativi, Robin’s Egg ne mette in luce la fragilità, laddove In Your Ocean lascia spazio al desiderio irrazionale di abbandonarsi alla profondità delle emozioni. Contrasti apparenti che affrontano la complessità delle relazioni umane tramite momenti e punti di vista diversi, spesso servendosi di immagini poetiche, metafore, elementi evocativi. Nel mezzo spiccano due brani arricchiti dalla presenza delle I'm With Her (notevole, in particolare, l’intensa Wait Up), sperimentazioni musicali inedite (Defiance, Ohio, Dates and Dead People) e delicate armonie vocali (Grace Notes). Passo dopo passo, Iron & Wine conduce l’ascoltatore nelle sue atmosfere accoglienti, mostrandogli uno spazio dentro cui riconoscersi o, semplicemente, sentirsi bene.