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Kula Shaker: Wormslayer

Kula Shaker Wormslayer

Strange F.O.L.K. LLP
★★★½ 3.5/5
Eddy Cilìa
| Lo leggi in 2 minuti

Una sempiterna Summer of Love.

Preceduto da due singoli che avevano scalato la relativa graduatoria UK rispettivamente fino alla quarta e alla seconda posizione, Tattva e Hey Dude (notare il titolo lievemente ammiccante del secondo; tenere a mente che il primo è l’unica canzone con un ritornello cantato in hindu mai entrata nei Top 10 britannici; ma probabilmente pure nei Top 20, 30, 40, 100…), l’album d’esordio dei Kula Shaker vedeva la luce il 16 settembre 1996 e andava dritto al numero uno delle classifiche patrie. Le 105.768 copie che si volatilizzavano nella prima settimana nei negozi lo rendevano il debutto di maggior successo di sempre nel Regno Unito in tale ristretto arco di tempo, stracciando il primato stabilito appena l’anno prima dall’omonimo primo Elastica. Sette ulteriori giorni dopo a venire scavalcati erano gli Oasis di Definitely Maybe. Alla resa dei conti: doppio platino. Sono numeri che i successivi sei album di Crispian Mills e soci (questo è fuori da venerdì scorso e non lo calcoliamo ancora, ma di certo non cambierà lo stato delle cose) messi assieme non arrivano a pareggiare.

Ci siamo concentrati sulla quantità. Se è di qualità che si parla i Kula Shaker hanno spesso avvicinato K. Ad esempio con il successivo di tre anni Peasants, Pigs & Astronauts, che pure vendeva sì e no un quarto e il relativo insuccesso un certo ruolo doveva giocarlo nella decisione presa nel 1999 di sciogliersi. Poi con almeno un paio dei dischi pubblicati da quando si sono rimessi insieme nel 2004. Con l’ambizioso ma non lezioso concept del 2022 1st Congregational Church of Eternal Love (and Free Hugs). E ora con Wormslayer.

Lo aiutano nell’impresa un paio delle canzoni più sfacciate mai congegnate dai nostri eroi – Good Money una danzerina scheggia più da inizio anni ’90, e dunque da seconda Summer of Love, che da prima; Broke as Folk una specie di mash up fra Doors e Mamas & The Papas – ma è la sua complessiva solidità a convincere. Dall’energico raga-rock che lo inaugura, Lucky Number, alla ballata molto Crosby, Stills & Nash Dust Beneath Our Feet (già Shaunie in precedenza aveva girato da quelle parti) con cui si congeda una quarantina di minuti dopo, avendo nel frattempo tenuto sempre desta una divertita attenzione.

kula shaker 

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