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Bic Runga: Red Sunset

Bic Runga Red Sunset

BRIC MUSIC / The Orchard
★★½ 2.5/5
Carlo Bordone
| Lo leggi in 2 minuti

Ritornare in punta di piedi.

Per i più fra quanti la ricordano, Bic Runga è tuttora lo splendido primo piano sulla copertina di Beautiful Collision, secondo album datato 2002 che le garantì un certo successo anche al di fuori della sua Nuova Zelanda. Avrebbe potuto essere una così brillante carriera, per citare i Belle & Sebastian. E invece. Nei ventitré anni successivi, l’artista di ascendenze maori e malesi ha pubblicato soltanto tre dischi, uno dei quali di cover. Qualche collaborazione, qualche contributo a colonne sonore, rare apparizioni televisive: troppo poco per conservare un ruolo (ampiamente alla sua portata) di protagonista del pop mainstream di qualità. In patria Runga continua a essere molto amata, ma è evidente che qualcosa da qualche parte si è attorcigliato. Che si sia trattato di blocco creativo o di difficoltà nel conciliare obblighi professionali ed esigenze personali, poco importa: alla fine rimane una vaga sensazione di spreco.

Questo nuovo Red Sunset giunge un po’ a sorpresa, in sincrono con il cinquantesimo compleanno della musicista, e inizialmente sembra confermare più che spazzare via i dubbi di cui sopra. Durata inferiore alla mezz’ora, un insipido brano strumentale ad aprirlo cui segue la canzone che dà il titolo all’album, un synth-pop che si dimentica ancor prima che finisca. Poi, però, fortunatamente il disco si risolleva per arrivare a una dignitosa altezza di crociera, che non fa gridare al miracolo ma neppure mettere una croce definitiva sul nome di Bic Runga.  Là dove il tono si fa più languido e rilassato, le atmosfere più acustiche e naturali e le melodie più distese, si ritrovano infatti le qualità compositive e vocali che ci affascinarono tanti anni fa.

È il caso di una It’s Summertime che tiene fede al titolo, del bozzetto Paris in the Rain dedicato alla città in cui è stato registrato il disco e in cui Runga ha vissuto a lungo, della tenera Hey Little One e, soprattutto, dell’ecologista Escape from Planet Earth. Sospirone di sollievo, disastro evitato. Da un comeback album ci si poteva forse aspettare qualcosa in più, ma prendiamolo come un auspicio: Bic Runga ha ancora buone canzoni dentro di sé, e cinquant’anni sono troppo pochi per rinunciare a condividerle con il mondo.

bic runga 

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