La gioia della paranoia.
Quel che bisognerebbe chiedersi è quanto possa essere utile oggi pubblicare un album di cover. Vero che negli anni pre-internet un'operazione di questo genere aveva due funzioni precise: lasciare tempo libero alla band in un momento di stanca o di maretta (mettendo comunque qualcosa di nuovo sugli scaffali dei negozi, un po'la funzione dei dischi dal vivo) e – perché no? – far conoscere nuove formazioni ai fan di turno (Glenn Danzig ancora si genuflette di fronte al santino di Hetfield). Attualmente, grazie alla diffusione massiccia di cover o concerti facilmente reperibili gratuitamente online, tutto ciò ha perso valore commerciale e artistico, anche se restano delle eccezioni.
Va sottolineato quanto questo nuovo disco di reinterpretazioni a opera degli Xiu Xiu non sia del tutto "nuovo": raccoglie infatti anche riletture rese di pubblico dominio negli ultimi anni per gli abbonati alla pagina Bandcamp del gruppo. E non è neppure la prima volta che i Nostri optano per lavori simili: basti pensare ai tributi a Badalamenti/Twin Peaks e a Nina Simone, oltre alle svariate cover sparse su vari EP con risultati per lo più stupefacenti. Rimane incredibile quanto il loro modo di ricostruire completamente i brani (scarnificandoli all'osso, affogandoli in una violenza sonora alienante, accentuando solo qui e là un dettaglio originario) riesca in qualche modo a rendere personale qualsiasi pezzo. Il bacino da cui il gruppo ha pescato è inoltre assai ampio, spaziando dal rock anni '70 (Runaways) alla industrial (Coil) e al synth-pop (Soft Cell), eppure – nonostante le dodici tracce siano state registrate in momenti diversi – è impossibile non notare una certa coesione che rende l'ascolto comunque piacevole e impreziosito da un filo conduttore evidente: la paranoia sonica.
La scelta di un suono volutamente sopra le righe non fa che accrescere quel senso di intimità malata trasmesso dalle riletture di canzoni altrui. A tratti potrebbe sembrare un karaoke sotto speed, ma in realtà l'effetto è più simile a un gruppo di amici (ok, sempre sotto speed...) che si ritrovano in cameretta e decidono di suonare qualcosa dei loro artisti preferiti, adattando tutto ai gusti personali e alle possibilità tecniche del momento. Certo, non siamo di fronte a un passaggio imprescindibile nella discografia degli Xiu Xiu, ma si tratta pur sempre di una maniera piacevole di ingannare il tempo in attesa della prossima collezione di brani autografi. Anche stavolta, insomma, il timoniere Jamie Stewart (accompagnato da Angela Seo e David Kendrick) rapisce i pochi neuroni funzionanti rimasti: non male per un riempitivo, non credete?