In continua evoluzione
Che nella loro lunga carriera i Julie’s Haircut abbiano raccolto molto meno di quanto hanno seminato è affermazione abbastanza inconfutabile, e allo stesso modo non ci si spiega come alcuni album del loro passato – ad esempio After Dark, My Sweet e Ashram Equinox – non vengano adeguatamente celebrati. Sta di fatto che, nel corso del tempo, la band emiliana ha continuato a produrre ottimi dischi a prescindere, procedendo sempre nell'ottica di un’evoluzione del proprio suono e, di conseguenza, tracciando perimetri differenti a ogni nuova uscita. Nel decimo album in studio, infatti, una creatività ancora fiorente unisce rock, elettronica e psichedelia in uno sguardo prevalentemente oscuro, che trova nella nuova cantante Anna Bassy il polo magnetico.
Ne deriva un album complesso, nel quale troviamo la costante mediazione tra sperimentalismo e formato canzone, tra ricerca sonora e della melodia, appoggiando il tutto su un saldo equilibrio che ammorbidisce i tratti più spigolosi. Con le sue atmosfere narcotiche e dilatate, I Can See the Light stabilisce subito un baricentro sonoro dove l’elettronica ha un ruolo di primo piano, secondo una metodologia che nella successiva Unit Circle trova una formulazione più lineare che scioglie la tensione iniziale in un coinvolgente crescendo. Basso e chitarre si riprendono la scena per The Earth Knows, che sposta il gioco sul post-rock e apre uno spiraglio tra le tenebre che avvolgono l'album. Se Spring Moon e To the Sacred Mantle rappresentano i passaggi più introversi, enigmatici e insomma cupi del disco, Wounds suona come una boccata d’ossigeno, laddove Extinction of the Sun vira addirittura verso territori stoner, trasformandosi gradualmente in un'ipnotica e inquietante danza rituale. Il commiato 6 AM Carpet Candlelight chiude infine il cerchio, in bilico tra sonorità sospese e ambienti via via più accoglienti senza mai abbandonare lo spirito che pervade l’intera opera.
Sfaccettato eppure musicalmente coerente, dinamico però compatto, Radiance Opposition mostra una formazione che è tuttora capace di mettersi alla prova e di non essere mai uguale a sé stessa, evidenziandone la personalità.