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Corpus Delicti: Liminal

Corpus Delicti Liminal

Twilight Music
★★★★★ 5/5
Max Zarucchi
| Lo leggi in 2 minuti

Lo stato dell’arte del goth/post-punk, ora come allora.

Trent'anni sono tanti, ma tutto dipende da come si affronta lo scorrere del tempo. Se dimentichiamo per un attimo lo sfortunato esperimento Corpus, rigettato anche dalla band stessa, sono esattamente tre decenni che i Corpus Delicti non pubblicavano un nuovo lavoro in studio. L'uscita di Liminal è ulteriore sottolineatura di come la reunion dei ragazzi di Nizza sia fra le cose più atipiche mai successe in ambito gothic, e nel rock tutto, da molti anni in qua. Se il ritrovarli sui palchi non è stato il solito momento amarcord, bensì la sorpresa di avere di fronte persone che avevano ancora molto da dire, questo nuovo album eleva quel concetto a stato dell'arte: il tipico sound della band – pur restando riconoscibile al primo ascolto – è stato influenzato dai progetti intrapresi dagli ex membri in seguito allo scioglimento nella seconda metà dei '90: il risultato è più letale che mai.

È un suono che mantiene tutte le sue peculiarità: il nuovo entrato Fabrice è riuscito a replicare lo spirito caratteristico del drumming fantasioso di cui Roma era maestra indiscussa; la voce di Sebastian ha conservato inalterati timbrica e tono guadagnando infinitamente in espressività; il basso di Chrys era e rimane il motore trainante dei brani. Forse è la chitarra di Frank quella che ha subito un cambiamento maggiore rispetto alla scheletricità melodica degli esordi, esplorando elementi shoegaze, noise e addirittura drone.

Liminal offre ballate crepuscolari (Under His Eye, con una tromba inaspettata e micidiale), sfuriate con sfumature quasi Industrial (Room 36), pezzi che (involontariamente?) strizzano romanticamente l'occhio al dancefloor (Fate), lunghe suite introspettive che odorano di psichedelia (la traccia omonima).

Una cosa va chiarita: dirlo l'album migliore mai pubblicato dai francesi sarebbe un'offesa nei confronti di una discografia praticamente perfetta già com'era. Ciò non toglie che sia quanto di meglio potessero fare oggi, nel 2025: poco meno di un capolavoro, che (senza apparente sforzo) surclassa il 99% dei colleghi nerovestiti. I Corpus Delicti dominavano allora e dominano tuttora, riuscendo ogni volta a rendere interessante e nuovo un genere che, affidato ad altri, parrebbe invece avere già detto tutto.

corpus delicti 

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