Il terzo album di Venerus è una conferma del suo eclettismo e del suo talento di compositore
Fin dall’esordio Magica Musica (2021), Venerus era parso appartenere a un’altra categoria rispetto all’affollatissimo panorama dell’indie italiano. Da una parte mostrava un estremo eclettismo stilistico, e al contempo di operare un’eccellente sintesi rispetto ai due generi che all’epoca dominavano la scena: it-pop e rap. Dall’altra, mostrava anche di saper scrivere grandi canzoni, perché a nulla serve svariare tra mille tendenze diverse se le canzoni non sono di valore. Il successivo Il segreto (2023) confermava tutte le sue qualità, seppur a livelli appena inferiori; sarà forse con questo Speriamo, il fatidico “difficile” terzo album, che Venerus potrà spiccare il volo?
A dire il vero c’è una canzone che sembra fatta apposta per sfondare nel mainstream, l’ammiccante e invero troppo facilona Impossibile – troppi synth in odore anni ’80 per convincere. Però l’attacco del disco piazza in apertura quattro pezzi che melodicamente spaccano, da invidiare il talento di Calcutta; il migliore è Tra le tue braccia, con la partecipazione di Cosmo, sempre più vicino alla canzone d’autore che al dancefloor.
Ma non avevamo detto dell’eclettismo di Venerus? E infatti, con un cambio di scena degno di quelli che fa nei suoi live (in cui tra una sezione e l’altra l’artista cambia stile e abbigliamento con la nonchalance di un consumato teatrante), di seguito ci sono tre canzoni di stampo rap-nu soul: Ti penso, in cui lo stesso Venerus torna a rappare, Un giorno triste, con Gemitaiz, e la straordinaria Cool, per chi scrive l’apice dell’album, pezzo corale che conta i featuring di niente meno che MACE, Side Baby, Mahmood e Jack La Furia.
La seconda metà del disco prosegue sul filo della contaminazione tra canzone d’autore e suono hip hop – soul: si va da un episodio di intimismo alla Dalla/De Gregori (Felini, con la partecipazione di Marco Castello) a una dichiarazione d’amore molto sentita (Stazione Bovisa), a quello che risulterà il miglior esempio di intreccio di stili, uptempo elettronico su avvincente melodia battistiana e testo quasi esplicito: Sesso.
Insomma, ci sono tutti i presupposti perché questo disco possa incontrare il vero successo. Speriamo.