Un po’ del miglior pop con le chitarre del 2025.
Sul “saranno famosi” non si accettano scommesse. Subito profeti in patria, dove nel 2023 il debutto Lush Life oltre a vendersi bene collezionava recensioni entusiastiche e candidature a questo e quel premio, i Belair Lip Bombs fanno ciò che da che rock è rock devono fare i gruppi australiani per provare a vivere di musica: emigrano. Per intanto accasandosi discograficamente presso un’etichetta americana e non avrebbero potuto scegliere o venir scelti meglio: è la Third Man di Jack White, che oltre a garantire una distribuzione come si deve trasuda coolness e i rapporti con la critica sono salvi, garantiti a prescindere. Riguardo a dove prenderanno domicilio fisicamente le quote sono comunque basse, visto uno storico che, da Bee Gees e AC/DC in poi, racconta che quelli che formalmente sono comunque sudditi di Sua Maestà Britannica hanno sempre fatto base nel Regno Unito per prima conquistarlo e quindi prendere d’assalto il resto del mondo. La rassegna stampa accumulata da Again in una settimana dall’uscita certifica che tutto procede secondo i piani, il titolo del disco che i suoi artefici non vogliono nemmeno provare a fingere di essere originali.
Che è una delle ragioni per le quali saranno famosi, essendo altre due che il repertorio saprà certo di già sentito ma il livello della scrittura è alto e che avere una frontwoman come Maisie Everett – bella, talentuosa, sbarazzina e carismatica (stabilite voi l’ordine) – dà una spinta non da poco. Da qui a qualche anno e album (di nuovo: quote modeste presso le agenzie che accettano puntate al riguardo) opterà probabilmente per una carriera da solista lasciando gli a quel punto ex-compagni a un malinconico destino di “has-been”, ma nel frattempo…
Nel frattempo Again dispensa un po’ del miglior pop con le chitarre del 2025, da una traccia inaugurale semi-omonima Again and Again insieme zuccherina e travolgente a una Price of a Man che poco più di mezzora dopo chiude i giochi seguendo uno schema analogo, rialzando i ritmi dopo che la ballata sentimentale Burning Up li aveva momentaneamente abbassati per la prima e unica volta. Molto bella Smiling, che potrebbe confondersi in una raccolta del meglio degli indimenticati connazionali Go-Betweens. Parimenti scintillante ma furbetta forse a sua insaputa, Don’t Let Them Tell You (It’s Fair) è pronta per gli stadi.