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Sorry: Cosplay

Sorry Cosplay

Domino Recording Co / Domino
★★★★ 4/5
Fabio Piccolino
| Lo leggi in 2 minuti

Riscrivere la musica del presente.

Da quando Grian Chatten dei Fontaines D.C. ha espresso il suo apprezzamento per i Sorry e alla fine del 2024 li ha voluti per aprire alcuni concerti della sua band, è stato difficile sfuggire alla tentazione di associare le vicende musicali dei due gruppi. Entrambi provenienti da oltremanica (irlandesi i primi, inglesi i secondi), entrambi caratterizzati da giovane età e allo stesso modo capaci di introdurre elementi di rinnovamento nella musica cosiddetta indie-alternative e pertanto accolti da un rapido consenso. Troppo facile trarne la conclusione di un destino comune di successo e popolarità ma, nell’impossibilità di determinare con certezza il futuro, non resta che constatare che, in ogni caso, la crescita dei Sorry è ben più di una semplice suggestione.

Tra l'esordio 925 e il successivo Anywhere but Here la loro musica, multiforme ed eterogenea, si è fatta più solida, strutturata, in grado di mettere maggiormente a frutto le tante buone idee attraverso composizioni più consistenti e accessibili. Ne deriva che Cosplay sia un'opera che ne conferma la parabola crescente, soprattutto dal punto di vista della scrittura: intelligente, personale, originale e delle sonorità poliedriche e particolarmente accurate. C'è un momento nella scaletta in cui questa sensazione si fa nitida e i brani che si susseguono sono investiti di un livello di creatività superiore alla media: eloquenti al proposito una Today Might Be the Hit tagliente e incisiva, la profonda e coinvolgente Life in This Body, l'ipnosi stratificata Waxwing e una Magic magnetica e accorata.

La sperimentazione convive con il pop, la luminosità di alcuni passaggi si affianca a una cupa malinconia di fondo in una varietà stilistica che li rende imprevedibili e quindi sfuggenti alle classificazioni. Allo stesso tempo, con Cosplay i Sorry sembrano voler prendere definitivamente atto delle infinite possibilità della musica della loro epoca, provando a costruire un immaginario sonoro che tenga conto di tutti gli elementi a disposizione, assemblandoli in nuove forme e decifrandone la complessità in undici formule diverse. E riuscendoci molto bene.

sorry 

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