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Caparezza: Orbit Orbit

Caparezza Orbit Orbit

BMG Rights Management Italy S.R.L.
★★★★ 4/5
Fabio Piccolino
| Lo leggi in 2 minuti

Non perdere mai l’immaginazione

In una carriera che ha ormai superato il quarto di secolo, Caparezza non ha smarrito la sua identità. Il suo stile unico è diventato un marchio di fabbrica, ma questo non gli ha impedito di evolvere, di crescere album dopo album, di aggiungere elementi al suo bagaglio artistico.

Se con l'ultimo Exuvia l’artista pugliese aveva affrontato un percorso intimo legato alla propria storia personale, Orbit Orbit si prende la libertà di spaziare, mettendo al centro di questo progetto l’elemento da cui è scaturito tutto il suo universo creativo: il fumetto. Questo non significa che sia un disco allegro, giocoso, spensierato. Come l’album precedente è piuttosto un lavoro introspettivo in cui si sente il peso del tempo, delle responsabilità, dei dolori, delle cadute e, inevitabilmente, delle cicatrici, delle risalite e delle rinascite.

Orbit Orbit è dunque un racconto che si sviluppa attraverso due filoni, complementari ma non inscindibili: quello strettamente musicale e quello di un'omonima graphic novel sceneggiata dallo stesso autore. Del fumetto Caparezza riprende i toni e gli argomenti, con un immaginario viaggio spaziale nelle profondità del cosmo, ma anche la forma, utilizzando un registro musicale ispirato all’elettronica di gruppi che tra gli anni Settanta e Ottanta si rifacevano a un’estetica fantascientifica come Kraftwerk, Rockets o Ganymed.

Fumettistiche sono le onomatopee de Il banditore, cover di un brano di Enzo del Re, così come all’importanza delle vignette nella vita dell’autore è dedicata A Comic Book Saved My Life, tra infanzia, adolescenza e vita adulta. Un inno all’immaginazione, ma anche alla libertà, in un costante crescendo musicale che muove dal minimalismo di Fluttuo, orbito fino alla conclusiva Perlificat, registrata insieme a un’orchestra sinfonica composta da 74 elementi. Attraverso la metafora del viaggio, Caparezza conduce l’ascoltatore all’osservazione della realtà, contrapponendo il vuoto conformismo de Il pianeta delle idee alla necessità della conoscenza cantata in Curiosity (oltre il bagliore). C’è la rinascita e la trasformazione personale di Io sono il viaggio, la scoperta del proprio lato oscuro di Darktar, l’incontro con la complessità delle emozioni di Pathosfera, fino a un messaggio di speranza a cui aggrapparsi, purché non si tradisca la creatività insita nella natura umana.

Nell’isterica velocità dei consumi musicali di oggi, Caparezza invita ancora una volta a rallentare, approfondire, decifrare la complessità di un’opera colma di riferimenti, significati, idee, immaginazione. Non resta che ascoltare.

caparezza 

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