Humans vs Robots
Playlist per genere
RockPopPunkMetalElectroHip HopR&BAltra musica
Playlist speciali
Playlist per autore
Playlist per mese
Apr-2018 Mar-2018 Feb-2018 Jan-2018 Dec-2017 Nov-2017 Oct-2017 Sep-2017 Aug-2017 Jul-2017 Jun-2017 May-2017 Apr-2017 Mar-2017 Feb-2017 Jan-2017 Dec-2016 Nov-2016 Oct-2016 Sep-2016 Aug-2016 Jul-2016 Jun-2016 May-2016 Apr-2016 
...E inoltre
La gioia di cantare «all to myself»

Amber Coffman

All To Myself

È il periodo giusto per essere un fan dei Dirty Projectors. Due settimane fa il capobanda Dave Longstreth ha pubblicato Keep Your Name, prima bizzarra canzone del gruppo da molto tempo a questa parte senza Amber Coffman, che di Dave era complice, partner vocale, fidanzata. E ora Coffman risponde con una chicchina soul-pop — peccato solo che duri un filo più del necessario. È una canzone solo apparentemente semplice: poteva essere arrangiata con Hammond e interpretata da voci “naturali” e invece Coffman ci mette un coro digitalizzato che fa molto Dirty Projectors (al minuto 3:00 e altrove pare di sentire Longstreth) e registra voci d’accompagnamento che si staccano dalla principale svolazzandole attorno. Vien fuori una strana feelgood song, «un mantra, un discorso d’incoraggiamento, una canzone d’amore per se stessi» (definizioni di Coffman). Ricorda i Dirty Pro, ma senza il carattere spigoloso dei Longstreth il tutto è addolcito. Mettetela assieme a Keep Your Name e avrete un dialogo fra due partner, in tutti i sensi, che si sono lasciati: sarà davvero così? Ah, poi uscirà anche un album di Coffman, City of No Reply.

HVSR per posta: